Missione compiuta: il Girls Energica Tour si è concluso a Ostuni

Partite da Vinci, in quattro giorni le moto elettriche di Lorena Bega e Valentina Bruno hanno percorso 1.000 km con un risparmio del 94 per cento di emissioni di CO2 rispetto a due moto convenzionali / Girls Energica Tour, viaggio su moto a emissioni zero/ Girls Energica Tour, mille km percorsi a impatto zero

Scortate da un gruppo di motocicliste pugliesi nell’ultimo tratto della loro avventura, Lorena Bega e Valentina Bruno hanno concluso il primo viaggio tutto femminile e tutto italiano a emissioni zero lungo la Penisola. Dal 31 agosto al 3 settembre sono state impegnate in un’impresa non comune per le Eva EsseEsse9+ ed Eva Ribelle, le moto 100 per cento elettriche costruite a Modena da Energica, note per le prestazioni brillanti, ma fino a oggi mai utilizzate per il mototurismo.

Il Girls Energica Tour è nato quasi per gioco, e si è trasformato in un grande evento mediatico, che ha combinato quattro tappe a emissioni zero con la condivisione di progetti ambientali patrocinati, come il tour, da Legambiente e Save the Planet. «Tutto è partito quando mio fratello Mauro – ha raccontato Valentina Bruno – ha deciso di aprire una concessionaria di moto elettriche in Toscana (la Elettricorse che ha assicurato l’assistenza tecnica e logistica durante il viaggio), e si è offerto di farmene avere una da provare qui, nella mia Ostuni. A quel punto mi sono chiesta, perché spedirla? Vengo io a prenderla, ma non voglio partire da sola».

Ha fortemente voluto al suo fianco Lorena Bega, l’influencer milanese specializzata in moto e in missioni impossibili visto che «se qualcuno vuole realizzare un progetto folle, con qualche veicolo non convenzionale, chiama me». La collaborazione ha funzionato dal primo momento, e lo spettacolare arrivo al GAL Alto Salento di Ostuni lo conferma ampiamente. Tuttavia non tutto è stato semplice, il Covid-19 ha complicato tutto, fino a imporre un rinvio della partenza, inizialmente previsto a luglio.

Lo slogan del Girls Energica Tour, 2 donne, 2 moto elettriche, 1 viaggio, 4 giorni, 1.000 km, 0 benzina, ha colpito nel segno e soprattutto centrato l’obiettivo di dimostrare che anche le moto non alimentate a benzina possono essere partner ideali in un viaggio, senza generare alcuna ansia per quanto riguarda l’autonomia. Al termine dell’avventura i commenti dei responsabili delle aziende che hanno creduto nel progetto e sostenuto le due motocicliste vanno ben oltre le attese.

Partendo da Davide Cervellin. Chief Marketing & Data Officer di Telepass, la società che «da 30 anni alza le sbarre in autostrada, ma negli ultimi tre ha aggiunto nuovi servizi, fruibili attraverso Telepass Pay e una app dedicata. Si possono noleggiare monopattini, prenotare un treno o un lavaggio auto o moto a domicilio e molto altro ancora. Lorena e Valentina lo hanno dimostrato, trasformandosi nelle nostre ambasciatrici ideali. La nostra speranza – ha aggiunto Cervellin – è che nel 2030 si possa fare mototurismo in modo più sostenibile».

Un auspicio che non può che essere condiviso da Ruggero Ronzulli direttore di Legambiente Puglia, che non ha voluto mancare alla conferenza finale di Ostuni poiché il Girls Energica Tour è «la testimonianza vivente che quello che Legambiente sostiene da 40 anni è possibile». Questo è naturalmente il primo passo, ma «una mobilità sostenibile in scala più grande può essere una realtà molto vicina – ha aggiunto Ronzulli – bisogna soltanto crederci».

L’avventura di Lorena Bega e Valentina Bruno è partita con una prima ricarica con energia proveniente da fonti rinnovabili, effettuata alle colonnine Enegan di Vinci, azienda leader nelle forniture non solo di luce, ma anche di gas e telecomunicazioni, che ha dato vita anche a Save the Planet, una onlus specializzata in progetti ecocompatibili, che ha confrontato l’impatto ambientale del tour 100 per cento elettrico, con quello di due moto tradizionali e con prestazioni equivalenti, impegnate sullo stesso percorso. In questa occasione Save the Planet aveva, sulla Base Carbone Ademe, che le emissioni complessive di CO2 non sarebbero state superiori ai 20 kg per percorrere i 1.000 chilometri dell’itinerario. Un valore nettamente inferiore ai 193 kg di anidride carbonica liberata nell’aria da un’auto a benzina di media cilindrata e ai 336 di due moto convenzionali con cilindrata compresa tra gli 800 e i 1.000 cc. Non bisogna infatti dimenticare che le Energica Eva EsseEsse9+ ed Eva Ribelle hanno prestazioni di alto livello, rispettivamente con potenze di 80 e 107 kW e accelerazioni brucianti.

Nel corso della conferenza finale di Ostuni, il direttore Rete Vendita di Enegan Vincenzo Campa ha confermato che il bilancio consuntivo evidenzia un risparmio pari al 94 per cento delle emissioni di CO2 nell’ambiente è riferito a ricariche effettuate con energia proveniente da un mix energetico. Se tuttavia lungo il percorso Lorena e Valentina avessero trovato colonnine come quelle della sede toscana, l’impatto in termini di emissioni di anidride carbonica sarebbe risultato completamente azzerato.

Il Girls Energia Tour ha definitivamente portato fuori dall’ambito urbano la moto elettrica, che si candida pertanto al futuro ruolo di unico veicolo a due ruote dei motociclisti, ma in che cosa differisce da una moto convenzionale, rumore a parte? La risposta al quesito posto da un giornalista è arrivata da Lorena Bega: «Le esperienze sono evidentemente diverse, non c’è il cambio e bisogna prendere confidenza con il notevole freno motore che interviene appena si chiude l’acceleratore, contribuendo a rigenerare energia e ricaricare la batteria. La guida è diversa, ma comunque divertente, perché le prestazioni ci sono eccome. La differenza che mi ha colpito di più? L’assenza di vibrazioni e calore. Oltre all’impagabile soddisfazione di vedere scorrere le aree di servizio autostradali senza doversi fermare a fare il pieno di benzina».

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