venerdì 5 Marzo 2021

Acquista

Login

Registrati

Mille miliardi per il piano verde Ue

Inquinamento aria Italia

Mille miliardi per i prossimi 10 anni sono già pronti per il piano verde Ue. Oggi il  team  di Ursula Von der Leyen riunito a Strasburgo, in coincidenza con la plenaria del Parlamento, approverà il pilastro finanziario, tassello fondamentale per il suo Green new deal. 

Von der Leyen lo aveva annunciato a dicembre: vuole abbattere del 40% le emissioni inquinanti europee entro il 2030 e arrivare nel 2050 a un continente climaticamente neutro, a emissioni zero. 

La Commissione ha lavorato a due strumenti per sostenere il Green Deal: il Fondo di Transizione, chiamato ad aiutare le aree che saranno economicamente e socialmente più in difficoltà nella fase di transizione economica, e il Piano per gli investimenti sostenibili, la parte che finanzierà direttamente la trasformazione tecnologica dell’ industria europea. Si parte con i 100 miliardi del Fondo di Transizione, dal 2021 finanziato da 7,5 miliardi freschi del bilancio europeo che faranno da volano ad investimenti privati per una cifra finale tra i 30 e i 50 miliardi. Altri 45 miliardi dovrebbero arrivare da InvestEu, lo schema per gli investimenti che sarà gestito dal commissario all’ Economia Paolo Gentiloni. Il resto dei soldi nel Fondo li metterà la Bei, sempre di più la Banca europea verde. I 100 miliardi del Fondo di transizione potranno andare a tutti i paesi, non solo a quelli chiamati a maggiori sforzi per uscire dal carbone.

Per l’ Italia si parla di 4 miliardi (la Polonia ne prenderebbe 10), ma le cifre nazionali erano tra i punti ieri sera ancora aperti, lasciati alla discussione di oggi tra i commissari Ue. I soldi serviranno anche a convertire le aziende strategiche più inquinanti e portarle ad essere a impatto neutro sul clima, esattamente come l’ Ilva. L’ anno prossimo i governi dovranno spedire a Bruxelles un proprio piano nazionale in cui indicheranno come vogliono spendere i soldi Ue. I piani dovranno essere approvati dalla Commissione. Oltre ai 100 miliardi del Just Transition Fund, ce ne sono altri 900 che rappresentano il vero cuore finanziario per trasformare economia e industria europea. Nei prossimi dieci anni, 500 miliardi arriveranno direttamente dal bilancio europeo. Altri 100 saranno versati dai governi nazionali attraverso il co-finanziamento dei fondi europei e infine 300 miliardi saranno procurati dal secondo braccio di InvestEu, che Gentiloni orienterà direttamente agli investimenti pubblici e privati. In tutto appunto mille miliardi.

Gli esperti della Commissione europea però stimano che per raggiungere gli obiettivi del Green deal servirebbero il triplo dei soldi, ovvero tremila miliardi entro il 2030.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

Articoli correlati

Berta Caceres, cinque anni in cerca di verità e giustizia

Avrebbe compiuto 50 anni ieri la leader indigena assassinata nel 2016 da un gruppo armato. A 5 anni dalla sua “semina” tante le iniziative lanciate dal Copinh. Come #unalberoperlavita, in memoria di chi è stato ucciso nel mondo per difendere ambiente e beni comuni

Città e mobilità sostenibili: il motore per il rilancio del Paese

Dall’8 marzo al 10 aprile la campagna di Legambiente 'Clean Cities: ripartiamo dalle città' per accelerare le politiche locali verso la transizione ecologica. Un viaggio di 14 tappe per una mobilità più sicura, più elettrica e più condivisa

Ambiente, Cingolani: “La transizione ecologica sia globale e antropologica”

Intervenuto alla Conferenza preparatoria della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile il ministro della Transizione Ecologica ha illustrato le sfide che il nuovo dicastero dovrà affrontare: “La visione è globale, ma le soluzioni devono essere innestate nel tessuto locale”

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Pnrr, Pefc Italia: “Cruciali gli investimenti nel settore del legno e delle foreste”

Investire nei materiali di origine legnosa per gli edifici, puntare sullo stoccaggio di CO<sub>2</sub> per contrastare la crisi climatica e incentivare la gestione attiva di boschi e foreste. Sono queste alcune proposte che Pefc Italia, ente promotore della gestione sostenibile delle foreste, avanza in occasione della revisione della prima bozza del Pnrr

Italiana Coke condannata dal Consiglio di stato ad adeguare l’impianto della Val Bormida

L'azienda impegnata nella distillazione di carbone fossile di importazione dovrà attenersi alle prescrizioni previste dall’Autorizzazione integrata ambientale. Soddisfatta Legambiente Liguria: “Servono garanzie rispetto alla gestione e al sostegno dei costi di bonifica del sito perché troppo spesso questi sono rimasti a carico del pubblico”

Anagni, tramonta l’idea di un parcheggio nell’area archeologica di Piscina

Con la delibera di Giunta del 16 febbraio scorso l’amministrazione comunale ha definitivamente abbandonato l’idea. Rita Ambrosino, presidente di Legambiente Anagni: “Soddisfatti di questa decisione”

Fukushima 10 anni dopo. Il nuovo numero di Nuova Ecologia

Si intitola "Uscita di sicurezza" il numero di marzo del mensile dedicato al nucleare e al deposito di rifiuti radioattivi che dovrà essere realizzato in Italia. Oggi alle 11.30 la presentazione in diretta sulle pagine Facebook di Legambiente e La Nuova Ecologia e su lanuovaecologia.it

Nessuna transizione senza trasformazione

Editoriale del direttore Francesco Loiacono al numero di marzo della Nuova Ecologia
Ridimensiona font
Contrasto