Milano plurale

Nel capoluogo lombardo il progetto ‘L’alleanza dei corpi’ di Ariella Vidach e Maria Paola Zedda: protagoniste le cittadine immigrate che vivono fra Loreto e via Padova

Una fase del progetto "L'alleanza Dei Corpi" a Milano

È un bel titolo “L’alleanza dei corpi”. Rilancia quello di un saggio della filosofa Judith Butler che sottolinea la politicità intrinseca dell’assembramento temporaneo dei corpi in azione. È da qui che parte questo progetto di Ariella Vidach e Maria Paola Zedda di Aiep, vincitore del bando alle periferie del Comune di Milano e che avrà come protagoniste le cittadine immigrate che vivono fra Loreto e via Padova.

Fino a giugno sarà in corso un laboratorio per esplorare le diverse forme di azione pubblica, misurandosi con le criticità fisiche, psicologiche, territoriali e linguistiche, da tradurre nell’opportunità di un happening finale, meticcio e polifonico.

Il processo partecipativo è in atto, seguendo percorsi sotterranei a volte invisibili, orali, rivelati da voci con cui si traccerà una mappatura inedita della Milano plurale, per rendere pubbliche le maglie che fanno dell’area di via Padova una realtà permeabile, aperta, simbolo di accoglienza. Il 17 e 18 di aprile si sono svolti i walkabout: una serie di esplorazioni partecipate che attraverso lo streaming via webradio hanno prodotto una mappa dei percorsi nel quartiere. Le conversazioni radionomadi hanno coinvolto i vari stakeholder, associazioni, cittadini e performer,  per creare un nucleo di lavoro sulle nuove mappature partecipative del quartiere, attivando una palestra di cittadinanza attiva e interculturale.

Una restituzione finale ricucirà i diversi tratti d’esperienza messi in campo attraverso l’arte, il canto, il cucito. Ogni fase sarà aperta a tutti i cittadini, esplicitando le pratiche processuali fino alla performance urbana del 15 giugno.