domenica 19 Settembre 2021

Acquista

Login

Registrati

Come ci si muove con la mobilità elettrica, il buon esempio di Milano

Nel capoluogo lombardo più della metà degli spostamenti urbani, di residenti e pendolari, è elettrico o ciclopedonale. Un modello virtuoso di come, probabilmente, ci si sposterà in futuro

Come sarà la mobilità tra dieci o vent’anni, come ci si sposterà nelle città senza più petrolio? A questa domanda, indirettamente, Legambiente ha voluto cercare risposte con l’indagine “Città – Mobilità Emissioni Zero 2021”, al terzo anno di pubblicazione (qui il dossier 2020), con la collaborazione di Motus-e, l’associazione che promuove la mobilità elettrica in Italia, partecipata da imprese e ambientalisti. Quest’anno il monitoraggio “Città MEZ” sarà itinerante ed è partito il 30 giugno da Milano e dalla Lombardia. Milano è infatti la “capitale” della mobilità elettrica (vedi scheda) e a emissioni zero d’Italia: perché a Milano, già oggi, più della metà degli spostamenti urbani, di residenti e pendolari, è elettrico o ciclopedonale. Si tratta quindi di un buon esempio di come, probabilmente, ci si sposterà in futuro.

Prima caratteristica delle città metropolitane, come Roma, Torino, Bologna, oltre a Milano, è che ci si sposta più frequentemente che nel resto d’Italia: una media di 5 o 6 volte al giorno invece che poco più di 2 come nel resto d’Italia. E in questi spostamenti frequenti l’automobile di proprietà è solo uno dei mezzi più usati.

La seconda caratteristica della mobilità milanese è l’offerta di mezzi pubblici di livello “europeo” e senza paragoni con il resto d’Italia, che nella scheda “Milano MEZ” misuriamo in 88 km pro capite all’anno di veicoli (o carrozze di metropolitana o di treni urbani). Le altre città d’Italia stanno tra 10 e 60.

La terza è che il 76% dell’offerta di mobilità pubblica è già totalmente elettrica, quindi a “quasi zero” emissioni locali: treni, metropolitane, tram, filobus e, oggi, 130 autobus elettrici, 3 idrogeno (fossile). Mancano all’appello solo 1.070 autobus che verranno sostituiti in elettrico entro il 2030. Da quella data il trasporto pubblico milanese sarà totalmente a emissioni zero.

La quarta caratteristica è l’elevata offerta di sharing mobility: 20 mezzi ogni mille abitanti tra bici, monopattini, automobili, taxi, scooter. Salvo i taxi (ibridi) e il car sharing (12% auto elettriche), i tre quarti dei mezzi sono a zero emissioni. Tra i mezzi privati invece i motori a combustione (diesel e benzina) imperversano: solo 0,8% di mezzi elettrici tra auto, furgoni, moto, camion e corriere.

Come si nota da queste quattro fotografie, la mobilità prevalentemente elettrica non si caratterizza affatto come la mobilità di pochi signori benestanti che si possono permettere un’auto elettrica da 50 mila euro in su, con garage, presa di ricarica e, auspicabilmente, tetto solare. Questo modello di mobilità, questo stile di mobilità non è rappresentativo della mobilità elettrica urbana né odierna, né futura. È e sarà di pochi fortunati e abbienti. Domina solo nel racconto dei populisti e dei demagoghi. Il popolo urbano è invece già mobile ed elettrico, almeno a Milano. Ma anche nelle altre città, il pendolare, il lavoratore, lo studente, il pensionato, di ceto sociale medio basso o medio, che non si può permettere ora una nuova auto di proprietà (diesel o elettrica), usa l’auto un po’ meno e si muove sempre di più usando trasporto pubblico efficiente (quando c’è) e tanti altri mezzi o servizi di mobilità disponibili alla domanda: i sondaggi (pre Covid) ci dicono che a Milano (residenti e pendolari) i cittadini “multi-mobili” e “multi-modali” rappresentano due terzi della popolazione.

Ma cosa succederà ora con la ripresa? Quando riprenderà parte del lavoro in presenza? Con la crisi e la disoccupazione che morde e inibisce la mobilità? Vinceremo la paura del mezzo pubblico? il car sharing riprenderà?

Ti potrebbe interessare anche
Milano si conferma capitale della mobilità sostenibile
I numeri di “CittàMEZ”, la mappatura di Legambiente e Motus-E

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

Articoli correlati

Sicilia Carbon Free: la presentazione del Rapporto Isole Sostenibili

Energia, acqua, economia circolare, mobilità: le sfide per le isole minori italiane tra cambiamenti climatici e pressione turistica. Appuntamento oggi, sabato 18 settembre, alle 9.30 allo Stabilimento Florio di Favignana, oppure in diretta su questa pagina e su La Nuova Ecologia con la seconda tappa di Sicilia Carbon Free

Commercio illegale di idrofluorocarburi, disponibile il rapporto ufficiale dell’Environmental Investigation Agency

I gas refrigeranti inquinano come emissioni di gas serra di più di 6,5 milioni di automobili in un anno. E la Romania rimane in silenzio

Attivismo giovanile, arriva lo Youth climate meeting Lazio

Appuntamento a sabato 18 settembre 2021, alle ore 16.00 presso il Parco della Garbatella a Roma

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Commercio illegale di idrofluorocarburi, disponibile il rapporto ufficiale dell’Environmental Investigation Agency

I gas refrigeranti inquinano come emissioni di gas serra di più di 6,5 milioni di automobili in un anno. E la Romania rimane in silenzio

Attivismo giovanile, arriva lo Youth climate meeting Lazio

Appuntamento a sabato 18 settembre 2021, alle ore 16.00 presso il Parco della Garbatella a Roma

Punta Campanella, nate 82 tartarughe marine sulla spiaggia di Maiori

Con questa schiusa, la conta dei nidi di Caretta caretta in Campania sale a quota 52. Un anno da record storico

I Comuni al centro della pianificazione urbana nella sfida all’emergenza climatica

Se ne parla il 17 settembre a Campi Bisenzio a un convegno organizzato da Legambiente nell'ambito del Festival dell'Economia Civile

Venezia78, il premio Green Drop Award al film “Il Buco” di Michelangelo Frammartino

A premiare le produttrici Piera Boccacciaro e Chiara Cerretini è stato Lino Banfi, che ha ricevuto la Goccia Blu insieme a Ronn Moss
Ridimensiona font
Contrasto