Migranti, epilogo del caso Sea Watch e Sea Eye: ennesima sconfitta per l’Europa

I 49 migranti a bordo delle due navi sono stati fatti sbarcare a Malta in attesa di essere distribuiti in otto Paesi dell’Ue. Per Amnesty International uno “spettacolo pericoloso e indecente”

Una nave di Sea Watch con a bordo dei migranti soccorsi in mare

Dopo 19 giorni in mare, oggi i 49 migranti a bordo delle navi Sea Watch e Sea Eye sono stati fatti sbarcare a Malta in attesa di essere distribuiti in otto Paesi dell’Ue, tra cui anche l’Italia. Un’attesa lunghissima che ha messo in evidenza l’incapacità dell’Unione Europea di gestire in maniera ‘umana’ questa vicenda. Duro il commento di Elisa De Pieri, ricercatrice di Amnesty International sull’Europa meridionale. “Dopo aver trascorso quasi tre settimane sballottate in mezzo al mare in tempesta, queste persone possono ora trovare salvezza sulla terra ferma. Ma il fatto che ci sia voluto così tanto tempo è vergognoso – dichiara -. Lo spettacolo pericoloso e indecente offerto da leader politici che battibeccavano mentre donne, uomini e bambini erano abbandonati in un mare di crudele indifferenza non deve più ripetersi”.

“Le autorità italiane e maltesi, dopo aver spudoratamente compromesso il sistema di ricerca e soccorso in mare, usano le persone come pedine di un negoziato sulle politiche in tema d’immigrazione. Il loro cinico disprezzo per la salvezza delle persone è stato rafforzato dal comportamento inumano dei leader europei, che hanno evitato di fornire immediata assistenza alle 49 persone”, prosegue. 

“Gli stati membri dell’Unione europea devono smetterla di girare le spalle alle persone lasciate a sé stesse in mare e condividere urgentemente una politica sugli sbarchi rapida, attuabile e che rispetti il diritto internazionale e un equo sistema di distribuzione dei richiedenti asilo all’interno dell’Unione europea”.