Migranti, protesta dei braccianti nel foggiano

A Borgo Mezzanone manifestazione di circa quattrocento lavoratori delle campagne, per la maggior parte di origine africana. Chiedono i documenti per potersi mettere in regola, migliori condizioni di lavoro e alloggi con i servizi igienici Il diugino del missionario Biagio Conte per il ghanese Paul

Borgo Mezzanone Protesta migranti

A Borgo Mezzanone, nel foggiano, da questa mattina circa quattrocento lavoratori delle campagne, per la maggior parte di origine africana, stanno protestando per le condizioni in cui vivono e lavorano. La gran parte di loro vive in baracche di fortuna e spesso in assenza dei servizi igienici.

La mobilitazione è stata organizzata dal collettivo Campagne in lotta. “Sono diversi mesi che nella baraccopoli di Borgo Mezzanone vediamo le ruspe e centinaia di uomini delle forze dell’ordine, venuti per distruggere le nostre case, costruite con fatica per trovare riparo dopo una giornata di duro lavoro in campagna – spiegano gli organizzatori della manifestazione – La chiamano ‘Law and Humanity’ ma di umano questa operazione non ha proprio nulla. Ci trattano come animali o nella migliore delle ipotesi come bambini stupidi”.

“Dicono che è colpa nostra, che siamo criminali, che ci piace vivere nei ghetti, che non vogliamo accettare le proposte della Prefettura. Ma con noi non è venuto nessuno a parlare, a spiegarci quali sarebbero le alternative abitative di cui parlano i media – aggiungono – Dal 2015 chiediamo la regolarizzazione per chi si spacca la schiena nelle campagne, ma i fatti parlano da soli. Pochissimi sono riusciti ad avere quei documenti, quasi nessuno a Borgo Mezzanone. Le autorità sanno benissimo che darci i documenti è il primo passo necessario per svuotare i ghetti”.

Tra i manifestanti c’è chi impugna fogli e cartelli su cui si legge “Basta al razzismo”, “Voi sgomberi e repressione, noi Mexico e nuvole”, “Vogliamo i documenti”. Il corteo attraversera’ le strade del centro cittadine e si concluderà di fronte alla prefettura.