martedì 26 Gennaio 2021

Migranti, i piccoli comuni fanno scuola d’accoglienza

Oggi, 4 anni fa, a Lampedusa la strage di migranti. A mezzo miglio dalla famosa Isola dei Conigli cola a picco un peschereccio salpato dalla Libia. 368 i morti accertati più un numero indefinito di dispersi (forse una ventina), 155 i superstiti.

Il 18 ottobre il governo Letta avvia l’operazione “Mare nostrum”, che ha impedito il ripetersi di simili tragedie, muovendosi ai confini delle acque territoriali libiche, mentre grazie al sindaco Giusi Nicolini Lampedusa diveniva motore in Italia ed in Europa di una giusta politica di soccorso e accoglienza. La Porta d’Europa sta lì a testimoniarlo.

Un anno dopo, il 1° novembre 2014, l’Europa con l’agenzia Frontex impone di passare all’operazione Triton che arretra subito la linea di intervento e salvataggio. L’Europa dimentica rapidamente le parole che l’allora commissario europeo per gli affari interni, Cecilia Malmström, aveva pronunciato subito dopo la tragedia del 3 ottobre: “Facciamo in modo che ciò che è accaduto a Lampedusa sia un campanello d’allarme per aumentare il sostegno e la solidarietà reciproca, e per evitare tragedie simili in futuro”.

Gli attraversamenti dei barconi non si fermano. E le tragedie si rinnovano. A marzo del 2016 viene istituita la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”. Piccolo e leggero segnale controcorrente in un clima che vede l’Europa arroccarsi e le forze politiche italiane rincorrersi nel sollecitare un clima razzista tra gli italiani, fino ai taxi evocati da Di Maio.

Oggi, un conto approssimativo parla di 15.000 morti in mare. Negli ultimi mesi l’Intervento coordinato di Frontex e del governo italiano in Libia ha rarefatto, per ora, le partenze, spostando i massacri più a sud, nel deserto libico, dove noi europei non arriviamo a guardare. Poi, forse, ci sarà un altro evento drammatico che ci costringerà a vedere quello che già oggi sappiamo, ma nel frattempo quanti saranno i morti fantasma, che non vedremo mai?

Intanto si è aperto un nuovo fronte, questa volta sulla terraferma. Mentre Lampedusa abbandona il ruolo simbolico fin qui giocato, con il nuovo sindaco Martello, il testimone della buona accoglienza lo prendono molti piccoli comuni, Scicli, Riace, Petruno Irpino e la rete dei comuni welcome, voluta dalla Caritas nel beneventano, Ventotene, Valle de’ cavalieri, Ostana e tanti altri di cui le cronache non parlano, perché i media preferiscono dare voce al sindaco di Porto Empedocle che rifiuta l’ospitalità a 43 migranti minorenni.

Oggi si è spostato a sud il fronte del salvataggio, ma si è aperto in casa nostra il fronte del razzismo, più o meno strisciante, che si insinua tra la gente ed infetta la convivenza e lo spirito di solidarietà, collanti indispensabili per un buon e un Belpaese.

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