Middle England

IL LIBRO. Jonathan Coe racconta gli umori, i dubbi e le opinioni di diversi cittadini inglesi nel periodo della crisi economica e sociale, le differenze sempre più nette tra ceti sociali e culturali. Racconta la politica sempre più lontana dai cittadini e l’emergere delle soluzioni facili: il razzismo e il sovranismo

Libro Jonathan Coe

di MILENA DOMINICI

L’Inghilterra solo pochi anni fa. Dagli scontri del 2011, divampati nella periferia londinese e poi diffusi in altre città a seguito dell’uccisione di un sospettato di colore da parte della polizia, fino al referendum per la Brexit nel 2016.
Jonathan Coe racconta gli umori, i dubbi e le opinioni di diversi cittadini inglesi nel periodo della crisi economica e sociale, le differenze sempre più nette tra ceti sociali e culturali. Racconta la politica sempre più lontana dai cittadini e l’emergere delle soluzioni facili: il razzismo e il sovranismo come ideale contro “l’invasione” straniera e il “buonismo” della gran parte degli intellettuali, considerati i responsabili dello sfascio del Paese. Tutto ciò attraverso le vite dei Trotter, una tipica famiglia delle Midlands inglesi, già nota ai lettori di Coe. Tornano qui, infatti, alcuni personaggi di “Circolo chiuso” e “La banda dei brocchi”: Dough, Benjamin e Lois, ormai più che adulti, alle prese con i cambiamenti sociali e politici, le paure per il futuro e i rischi di un nuovo isolazionismo che sembra ledere soprattutto le possibilità per i più giovani, stretti tra austerità e nazionalismo.
Ma Middle England non è automaticamente il seguito dei due precedenti romanzi. Se ritroviamo alcuni personaggi, molte altre nuove figure entrano nella storia e rendono questo romanzo un testo a sé. Una fotografia dell’Inghilterra di qualche anno fa, molto simile all’Italia di oggi. Uno spaccato di vita tra pubblico e privato, un evidente richiamo alle responsabilità della politica. Con un finale vagamente aperto all’ottimismo e alla positività.

Jonathan Coe
Middle England
Feltrinelli Editore
pp. 398, 19 euro