Nel Mar Adriatico i pesci non crescono perché ‘sazi’ di microplastiche

Si tratta del fenomeno della ‘pseudo sazietà’. Il pesce ha lo stomaco pieno di pezzi di rifiuti in plastica, non riesce ad espellerli, non mangia e non si sviluppa

Un pesce che ha ingerito microplastiche

La massiccia presenza di microplastiche nel Mar Adriatico sta inducendo molti esemplari di pesci a essere interessati dal fenomeno della ‘pseudo sazietà’. A segnalarlo è stata la biologa marina Martina Capriotti durante la tavola rotonda ‘Le frontiere delle sostenibilità’, organizzata il 27 marzo a Genova in occasione dell’assemblea dell’Associazione nazionale cooperative di consumatori – Coop.

In pratica, ha spiegato la biologa, il pesce ha lo stomaco pieno di microplastiche, non riesce ad espellerle e si sente sazio, così non mangia e non cresce.  “Le ricerche ci confermano come il Mare Adriatico sia sicuramente molto vulnerabile alle microplastiche, per la sua conformazione semi chiusa, la bassa profondità nella parte settentrionale, l’alta antropizzazione delle coste e dei fiumi e il ridotto ricircolo dell’acqua. Abbiamo due correnti costiere, una verso Nord e una verso Sud, fuori da queste il materiale plastico tende ad accumularsi con gravi danni sui pesci”, ha evidenziato la Capriotti. “Le microplastiche tendono a essere ingerite o perché scambiate per plancton o perché sulla superficie hanno aderito batteri e micro alghe che le rendono appetibili al pesce – ha concluso – Anche nell’Adriatico si stanno formando aree stagnanti dove le microplastiche si accumulano come nelle isole di plastica formatesi nel Pacifico”.