martedì 25 Gennaio 2022

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‘Mia e il leone bianco’, un’amicizia contro il bracconaggio e i safari

Un'immagine della protagonista del film "Mia e il Leone Bianco"

“E così scoprii la differenza tra amare e possedere”, con queste parole la bambina protagonista del film La volpe e la bambina, ormai adulta, descrive a sua figlia il magico legame vissuto con il quadrupede rosso. Si svela così il segreto del successo di un topos della filmografia mondiale, il filone che si sviluppa intorno al rapporto di amicizia fra bambini e animali selvaggi: il nostro bisogno profondo di riequilibrare la posizione dell’umano nella natura.

Non allontanandosi da questo schema, Mia e il leone bianco, per la regia di Gilles de Maistre, riesce a conquistare una sua originalità e varietà di contenuti. Mia e il fratello Mick vivono con disagio nella fattoria dei genitori dove allevano animali selvaggi per la riproduzione o per venderli agli zoo. Tutto cambia quando l’adolescente stringe amicizia con Charlie, un leoncino bianco nato nella tenuta. I due diventano inseparabili. Le riprese, durate 3 anni, testimoniano la crescita dei bambini e del leone mostrando le loro trasformazioni fisiche e il consolidamento di un legame vero, non frutto della finzione. Ormai quattordicenne, Mia dovrà mettere a rischio la propria vita nel tentativo di salvare il suo “amico”.

Gli splendidi scenari sudafricani dove è stato girato il film sono infatti anche i luoghi dove la caccia di frodo, i safari in ambienti perimetrati (i cosiddetti canned hunts) o la commercializzazione delle carcasse dei felini richiestissime dai mercati del Sudest asiatico mettono a rischio l’esistenza di questi magnifici felini.

A questo link è possibile vedere il trailer del film tinyurl.com/y7y2t6kq

Marino Midena
Studioso di tematiche giuridiche agraristiche-ambientali. come giornalista collabora con diverse testate. lavora in uffici stampa e ha condotto trasmissioni radio e tv. Ha insegnato “Diritto e legislazione dello spettacolo” presso il Conservatorio di Musica “V. Bellini” di Palermo ed è il direttore artistico del Green Movie Film Fest.

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