Le baracche di Messina: un’emergenza irrisolta dopo oltre un secolo

A centodieci anni dal sisma sono ancora 6.400 le persone che vivono senza fognature, circondati da rifiuti e sotto tetti d’amianto

Messina baracche terremoto

A centodieci anni di distanza a Messina restano ancora tracce del terremoto del 1908. Attualmente sono infatti 6.400 le persone che vivono nelle baracche. A denunciarlo è stata l’eurodeputata del Partito Democratico Michela Giuffrida che il 18 settembre ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione UE chiedendo “eventuali interventi in via straordinaria, anche in considerazione della emergenza sanitaria che si è sviluppata”.

Dunque non solo il reticolo di baracche sorto e allargatosi anno dopo anno a seguito del sisma non è mai stato smantellato del tutto, ma al suo interno vivono migliaia di persone “senza fognature, circondati da rifiuti e sotto tetti d’amianto – dichiara l’eurodeputata Giuffrida – La terribile novità è che ci sono malati di asbestosi, micidiale malattia incurabile che consuma i polmoni di chi
 respira particelle di amianto, come quelle disperse nell’aria dai tetti di eternit logorati dal tempo”.

Oltre a lanciare questo appello, l’eurodeputata chiesto un intervento del commissario alla salute Vytenis Andriukaitis, “per verificare se vi siano le condizioni per un intervento urgente”. Centodieci anni dopo non può più essere posticipato il momento di garantire un alloggio agli “invisibili” di Messina. Ma per scuotere l’Unione Europea servirà prima che a fare i conti con questa triste pagina siano anzitutto Messina e la Sicilia.