Meno lucciole a causa dell’inquinamento

I dati dei ricercatori parlano chiaro: l’utilizzo sempre più costante di pesticidi, ma anche le cementificazioni incidono in maniera pesante sulla vita degli insetti. In Malesia e Thailandia il loro numero è dimezzato a causa delle deforestazioni  

Lucciole scomparsa

Nel rapporto inversamente proporzionale tra la scomparsa delle lucciole e l’aumento dei livelli di inquinamento ambientale c’è di mezzo la salvaguardia della terra. I dati dei ricercatori parlano chiaro, purtroppo: l’utilizzo sempre più costante di pesticidi, ma anche le cementificazioni incidono in maniera pesante sulla vita degli insetti che, in condizioni di sicurezza ambientale, affollano e illuminano le serate estive.

Le lucciole – specie del patrimonio naturalistico – si concentrano soprattutto nelle zone periferiche e negli spazi aperti di campagna, amano soprattutto le aree poco urbanizzate dove è facile notarle in tutta la loro ‘bioluminescenza’.

La loro scomparsa è un dato di fatto che sta colpendo diverse zone del mondo, sempre più ridotte in Malesia e in Thailandia, in particolare a causa delle continue deforestazioni. In Europa, invece, la loro sopravvivenza è più legata al grado di inquinamento dell’ambiente perché le lucciole sono l’indicatore della qualità dell’ambiente

Insetti (lampiridi) sono animali tanto affascinanti quanto sensibili ai cambiamenti climatici e alla salubrità dell’aria, e dunque delicati.

La cementificazione e l’agricoltura intensiva con il conseguente uso dei pesticidi hanno eliminato, inoltre, le lumache e le chiocciole che sono la principale fonte di nutrimento per le loro larve, mettendo a rischio la loro sopravvivenza. In aggiunta va detto che un peso sostanziale nell’estinzione delle lucciole va assegnato anche all’inquinamento luminoso che influisce nelle fasi di sviluppo dei lampiridi.

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