Un protocollo europeo per liberare il mare dai rifiuti

È l’obiettivo del progetto Medsealitter che si propone di dare concreta soluzione al problema del marine litter. Costruendo una rete comune a tutela della biodiversità nel Mediterraneo

La fotografia di una tartaruga e di rifiuti in mare

Lascereste un tesoro inestimabile in stato di abbandono, esposto al rischio di essere depauperato, derubato e danneggiato? La risposta è ovvia: no. Ma è esattamente quel che stiamo facendo con il Mare Mediterraneo, depositario di una delle più importanti e ricche biodiversità al mondo. Una meraviglia che, però, sta annegando nei rifiuti, visto che il Mediterraneo è anche tra i mari più inquinati in assoluto. Lo sappiamo tutti, eppure le azioni poste in essere finora non sono state sufficienti a frenare questo disastro ambientale che riguarda il mare, la sua flora e fauna, e torna come un boomerang anche sull’uomo.

Non bastano azioni isolate, né limitate nel tempo: occorre fare rete, agire su larga scala e con un ampio orizzonte temporale. Sono proprio questi i caratteri fondamentali del progetto europeo Medsealitter, che ha come obiettivo l’adozione di protocolli efficaci e condivisi per monitorare e gestire l’impatto dei rifiuti plastici sulla biodiversità. Una soluzione concreta che richiede la collaborazione di chi, in primis, è colpito, coinvolto e interessato da questo problema: aree marine protette, organizzazioni scientifiche e organizzazioni non governative.

Tartarughe, pesci, invertebrati, uccelli marini e cetacei. Sono oltre 260 le specie che, attualmente, ingeriscono o restano intrappolate nei detriti di plastica, che ne impediscono i movimenti e il nutrimento, limitandone le funzioni riproduttive, provocando lacerazioni, ulcere e morte. Una minaccia costante e insidiosa per gli abitanti del mare, che continuano a cadere vittime della plastica sotto i nostri occhi. Molto viene fatto a contrasto del problema, impegnando singole organizzazioni; è possibile fare molto altro ancora riunendo le forze come accade tra i partner Medsealitter.

Chi partecipa al progetto

I partecipanti al progetto sono 10: il capofila è il Parco Nazionale delle 5 Terre, cui si affiancano Ispra – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Legambiente, Università di Barcellona, Università di Valencia, Ass Medasset, Hellenic Centre for Marine Research, Area Marina Protetta Villasimius, École Pratique des Haute Etudes, EcoOcean. Una collaborazione nata per superare le logiche dei confini, delle competenze e delle responsabilità dei singoli Paesi, a fronte di una questione riguardante il Mediterraneo inteso come bene comune.

Il progetto, partito nel 2016, terminerà il 31 luglio 2019. Sono in corso attività di monitoraggio dei macro rifiuti marini flottanti a Capo Carbonara, area marina protetta tra le aderenti al progetto, che termineranno a fine novembre. E altri monitoraggi sono in fase conclusiva in autunno: la campagna di Medasset, organizzazione partner di Medsealitter in Grecia, e quella realizzata da EcoOcean in collaborazione con il Marine Natural Park del Golfo di Lione, che si concentra sull’osservazione dell’impatto dei rifiuti sui cetacei e sulle tartarughe presenti nel parco.

Mentre per queste attività sono stati utilizzati piattaforme su ferry (traghetti di linea, su scala nazionale) e gommoni su scala locale, per il monitoraggio delle zone di confine tra Spagna e Francia si segnala l’impiego di droni che hanno permesso la realizzazione di oltre tremila foto sul tratto di costa studiato, dove non si sono riscontrate particolari criticità per la fauna presente. Invece, i rilevamenti aerei sulla costa di Valencia, per un totale di 419 km, hanno riscontrato la presenza di detriti per la quasi totalità di origine antropica: 92%; mentre il restante 8% è stato classificato come residuo organico. Di quel 92% si sono distinti: 18% di borse di plastica, 18% di scatole di plastica o legno, 57% di pezzi di plastica, 3% di rilasci di petrolio e un restante 5% attribuito ad “altro”.

Sono viaggi, monitoraggi e azioni di testing che hanno tutti comuni parametri di ricerca e che, in questo modo, vogliono proporre un’omogenea, ampia e completa sorveglianza sul bene più prezioso per i popoli del Mediterraneo: il mare. Un modo per integrare competenze transnazionali e accrescerle, proteggendo e valorizzando ciò che ci accomuna.

Per saperne di più sul progetto, andate sul sito medsealitter.interreg-med.eu/ e sul sito del programma Interreg Med Programme interreg-med.eu. Per essere informati sugli aggiornamenti di eventi e attività, seguite i canali social di Medsealitter: facebook.com/medsealitter/ e twitter.com/medsealitterEU