Marzo 2019

Cibo, etica e clima

Dal campo alla tavola, dal giusto prezzo al rispetto dei diritti, dalla lotta alla fame allo stop ai pesticidi: l’agroecologia è la risposta alle sfide del millennio

L’oro della Calcidica. Lo sfruttamento intensivo delle risorse minerarie in Grecia che sta distruggendo boschi primordiali di querce e faggi

Riapre il Sentiero Italia: Tre escursionisti inaugurano lo storico trekking di 6.000 km e 368 tappe

Intervista ad Alessandro Gassmann: gli eroi pensano alla Terra

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La risposta alle sfide globali “cibo, etica, clima”, che segnano la nostra epoca e alle quali Nuova Ecologia di marzo dedica la storia di copertina, viene dall’agroecologia: un nuovo paradigma, che coniuga ecologia e agricoltura, in grado di contrastare i cambiamenti climatici.

Dal campo alla tavola, dal giusto prezzo al rispetto dei diritti, dalla lotta alla fame allo stop ai pesticidi, il cibo può infatti diventare motore di un cambiamento profondo dell’etica e dell’economia. L’unica ricetta possibile per sfamare un pianeta in cui l’11% della popolazione ha difficoltà di accesso al cibo (815 milioni di persone soffrono la fame, 38 in più rispetto al 2015). Un cambiamento realizzabile, quanto mai prima d’ora, in Europa e in Italia. Nel Vecchio continente si sta discutendo la politica agricola comune (Pac) per il periodo 2021-2027, mentre il nostro Paese registra una crescita nei consumi di prodotti biologici (+ 6,5% nel primo semestre del 2018). Il 15,4% della superficie agricola nazionale è coltivata a bio (1,9 milioni di ettari coltivati, 800.000 in più rispetto al 2010) e sono già 75.873 le aziende biologiche certificate. Cifre che descrivono un fenomeno non più di nicchia e su cui investe anche la grande distribuzione. La storia di copertina è arricchita da un’intervista al presidente del gruppo Goel, Vincenzo Linarello, sul valore aggiunto dell’etica nei campi, dai dati del rapporto “Stop pesticidi” di Legambiente (un terzo dei prodotti agrolimentari contiene contaminanti), da un aggiornamento sul fronte Xylella fastidiosa e da un’inchiesta sulla monocoltura della nocciola, che minaccia paesaggio e biodiversità in Italia, secondo produttore al mondo dopo la Turchia.

Con l’inchiesta sull’oro della Calcidica, il mensile di Legambiente racconta invece lo sfruttamento intensivo delle risorse minerarie nella regione greca in cui nacque Aristotele. Un’attività oggi in mano alla multinazionale canadese Eldorado Gold, che sta distruggendo boschi primordiali di querce e faggi, incurante anche degli standard ambientali.

La rivista racconta inoltre la sfida di tre escursionisti, che per 16 mesi attraverseranno le “terre alte” del nostro Paese, isole comprese, percorrendo per intero il Sentiero Italia. Lo storico trekking, lungo 6.800 km e diviso in 368 tappe, da Trieste a Santa Teresa di Gallura, riapre dopo vent’anni grazie al lavoro del Club alpino italiano. Il suo recupero è il simbolo della crescita, in numero e in qualità, dei sentieri nella penisola.

Apre la sezione cultura un’intervista ad Alessandro Gassmann, che ogni venerdì dal suo account Twitter incorona il green hero della settimana segnalato dal Kyoto Club. «Presto la mia popolarità a una causa in cui credo fortemente – dice l’attore – Non riesco a immaginare un problema più grande per l’umanità dei cambiamenti climatici». Segnaliamo, infine, anche un’intervista a Marco Scarponi, fratello del campione di ciclismo morto due anni fa per un incidente stradale mentre si allenava. La sua Fondazione insegna oggi ai ragazzi la mobilità sostenibile, a immaginare una città senza auto.

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