martedì 1 Dicembre 2020

Market etico, il lato virtuoso dell’e-commerce

Dal mensile di giugno – “Acquisto bene per fare del bene”. È lo slogan del progetto “BDMarketplace”: un nuovo sistema di impresa ispirato ai principi dell’economia civile. Un metodo alternativo al capitalismo classico, generatore di povertà, disuguaglianza e degrado ambientale.

L’iniziativa di market etico nasce da un’idea di Monica Migliore e Roberto Oppio, coniugi, che da anni sensibilizzano l’opinione pubblica riguardo l’esistenza di modelli economici sostenibili. L’obiettivo è creare una filiera commerciale che dal produttore arrivi a coinvolgere in maniera diretta il consumatore all’interno delle attività di onlus, associazioni, organizzazioni non governative e no profit. Il tutto senza costi aggiuntivi.  «Volevamo perseguire il bene comune – spiega Roberto Oppio – cioè lavorare affinché anche altri potessero beneficiare del nostro lavoro. Inizialmente avevamo attivato la produzione di detergenti a basso impatto ambientale, con la collaborazione di cooperative sociali. Ma presto abbiamo notato che non era sufficiente». Così, grazie all’amicizia con l’associazione Vita21Enna, impegnata nell’integrazione di ragazzi con sindrome di Down, è nata l’idea di creare un legame fra aziende e associazioni, per fornire prodotti sostenibili ai consumatori e fondi economici continuativi alle associazioni. Le aziende coinvolte sono tutte radicate nel territorio, a basso impatto ambientale e portatrici di un alto valore etico e sociale. Bionatural Dimension, Libera Antimafie, Made in Carcere e tante altre hanno deciso di rinunciare a una parte dei proventi delle vendite per condividere i guadagni con chi opera nel sociale. «Nel tempo – riprende Oppio – siamo riusciti a costruire un marketplace vero e proprio, con l’impronta etica che cercavamo dall’inizio». Sul portale online bionaturaldimension.com, gli utenti hanno la possibilità di scegliere tra centinaia di prodotti alimentari, cosmetici, di oggettistica e abbigliamento. Sul totale dell’acquisto, doneranno poi direttamente il 10% a uno specifico progetto, che potranno scegliere fra tutti quelli delle organizzazioni aderenti all’iniziativa, come Legambiente, Cesvi, Amref, Intersos e tante altre. Si crea così un meccanismo virtuoso, in linea con l’idea di economia civile, di cui sono espressione le società “benefit”.

Queste, insieme allo scopo di lucro, perseguono volontariamente finalità di beneficio comune per avere un impatto positivo sulla collettività, mettendo in circolo valore economico, sociale e ambientale. Ad oggi le società benefit non godono di incentivi di tipo economico o fiscale, per cui, oltre a rappresentare un valore aggiunto, non causano aggravi per i contribuenti. «La nostra società – conclude Roberto Oppio – è diventata benefit nel 2018. Troviamo molto interessante la possibilità che ognuno faccia del bene con le piccole azioni quotidiane, potendo sostenere alternativamente progetti sociali, umanitari o ambientali, senza vincoli». Su BDMarketplace, ad esempio, si può scegliere di sostenere la campagna “Tartalove” inserendo il codice “Legambiente” in fase d’acquisto. Con il semplice gesto di fare la spesa, si contribuisce a rendere il mondo un posto migliore.

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Giulia Assogna
Biologa specializzata in Biodiversità e Gestione degli ecosistemi. Dopo lo studio in Spagna, un periodo di ricerca sul campo nella foresta brasiliana (Bahia) e un Master in Comunicazione della scienza, ora si occupa di giornalismo ambientale, ecologia, evoluzione e progressi biotecnologici. Collabora con La Nuova Ecologia, Le Scienze e Mind.

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