lunedì 18 Gennaio 2021

Marche post-sisma, un’impresa che riparte

Sapori Di Campagna agriturismo
L’agriturismo Sapori di campagna

di LUCIA PACIARONI

C’è chi è ritornato, e chi invece è partito, con un biglietto di sola andata. Qualcuno, invece, non se ne è mai andato. Sono passati ormai due anni dal sisma e gli abitanti dei comuni del cratere del terremoto si trovano ad affrontare una vita nuova, diversa, in un luogo che cerca di essere chiamato ancora “casa”. Tra pratiche burocratiche e ritardi, la casa ha la vista sul mare e non più sulle montagne oppure è quella che si vede da una casetta Sae. Ma “casa”, comunque, rimane il territorio dove si era scelto di vivere, di far crescere la propria famiglia, di lavorare. Un territorio che l’associazione di promozione sociale Con in faccia un po’ di sole – grazie al contributo ricevuto attraverso la raccolta fondi La rinascita ha il cuore giovane promossa da Legambiente, Libera, Altromercato, Federparchi, Alce Nero, Fondazione Symbola e Alleanza delle Cooperative Italiane Giovani – ha deciso di raccontare con il progetto “Marche: un’impresa che riparte” rivolto, in particolare, a coloro che ne rappresentano il tessuto produttivo, quindi agricoltori, allevatori, artigiani, produttori, commercianti, ristoratori e molti altri.

Marche Impresa 8205
I ragazzi di “Con in faccia un po’ di sole” insieme alla presidente di Legambiente Marche Francesca Pulcini

Il progetto prende le mosse dal desiderio di sostenere le aree delle Marche colpite dal sisma attraverso attività di promozione e valorizzazione. È stato realizzato il sito marcheimpresa.it, uno spazio gratuito a disposizione di coloro che desiderino far conoscere la propria azienda. Attraverso esso, infatti, ci si pone l’obiettivo di attivare un nuovo flusso turistico a livello regionale ed extraregionale rendendo note le aziende ancora attive nelle aree terremotate e promuovendo quelle in difficoltà e di ridare vita al tessuto produttivo delle Marche diffondendone le caratteristiche, le peculiarità e le produzioni tipiche.

Il progetto ha visto anche l’organizzazione di cinque eventi in provincia di Macerata, realizzati in collaborazione con Legambiente Marche e con la partecipazione della giornalista Barbara Olmai.

Ogni evento è stato legato a una tematica diversa per raccontare le varie caratteristiche del territorio ed è stato sempre accompagnato da una degustazione di prodotti tipici. Nella prima tappa protagoniste sono state le storie di famiglie che hanno reagito con tenacia alle conseguenze del terremoto, come quella di chi da anni porta avanti a Valfornace l’agriturismo “Sapori di campagna”. Qui il sisma ha reso inagibile l’ovile, il magazzino, la cantina e la parte della struttura che ospitava le camere. Poi è arrivata la neve del 2017 che ha fatto crollare una tensostruttura che conteneva i sacchi di cereali, rendendoli inutilizzabili.

Nonostante i gravi danni, la famiglia Aureli ha messo a disposizione le proprie forze per aiutare gli altri: «Sono situazioni in cui trovi la disperazione dappertutto, ma cerchi di aiutare con quello che hai – racconta Barbara Aureli – Dal 1° ottobre 2016 abbiamo ospitato le prime famiglie che erano rimaste senza casa e dal 27 ottobre tutta la famiglia ha cucinato per la Protezione Civile. Poi con la neve è crollata la tensostruttura della Croce Rossa e quindi le persone non avevano più un posto dove andare a mangiare e sono venuti qui nell’agriturismo».

La famiglia Aureli è stata anche la prima a costituire nelle Marche un agrinido, un struttura risultata molto utile: «È stata convertita in camere per chi aveva perso la casa e l’ingresso è stato trasformato in un agri-parrucchieria!» continua Barbara.

Nel secondo evento, nel mese di agosto, si è parlato del patrimonio culturale dei comuni colpiti dal sisma. A San Severino Marche, in località Agello, è stata organizzata una visita con degustazione alla Fattoria Fucili e con un focus sulle opere d’arte recuperate da chiese, pinacoteche e musei. È intervenuta Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche, che ha ripercorso il lavoro svolto dal Gruppo Protezione Civile Beni Culturali Legambiente Marche che, sotto le direttive dei funzionari del MiBAC e in collaborazione con Vigili del Fuoco e Carabinieri TPC, ha lavorato per diversi mesi in numerosi comuni del cratere per il recupero e la messa in sicurezza dei beni culturali. Tra gli interventi, anche quello dell’architetto Luca Maria Cristini. Pulcini ha evidenziato il legame indissolubile tra la comunità e il bene culturale, in cui si racchiude l’identità della comunità stessa e del territorio. Il terzo appuntamento è stato dedicato a un’eccellenza del territorio, la varietà di olio Coroncina presentato presso l’omonimo agriturismo a Belforte del Chienti. Dopo una visita all’azienda, guidata da Melania Moschini, questo olio, deciso, marcato e con sentore di carciofo, è stato fatto scoprire ai partecipanti con una degustazione a cura di Livio Giovenali e Valentino Lampa dell’associazione Olio Extra Vergine della Varietà Coroncina.

Evento Da Yuri Maggi
Iniziativa all’azienda biologica Maggi&Vecchioni con Yuri Maggi

Nella penultima tappa, a fine settembre, l’iniziativa si è svolta nell’azienda agricola biologica Maggi&Vecchioni di Serrapetrona. Anche qui i partecipanti hanno potuto conoscere la storia di una famiglia che è riuscita a rimanere sul territorio. «Oltre alle numerose problematiche con la burocrazia, il danno più grande riguarda l’indotto economico – racconta Yuri Maggi – L’economia si è fermata per l’instabilità economica e demografica. Le persone oggi non sanno più cosa verrà domani, quindi limitano le spese e, inoltre, sono tanti quelli che se ne sono andati». In questo momento il problema è anche un altro. Subito dopo il terremoto, l’Italia si è dimostrato un paese generoso e solidale, in tantissimi sono stati vicino all’azienda di Yuri, così come ad altre aziende, ma, ora che la luce dei riflettori si è affievolita, «iniziamo a vedere i primi disagi». La visita guidata da Yuri e la degustazione preparata dalla famiglia hanno evidenziato l’amore verso il territorio e la passione per il lavoro.

Il calendario di eventi si è concluso, il 7 ottobre, in uno dei comuni più colpiti, Castelsantangelo sul Nera.

Marche Impresa 8048
Trekking nelle zone post-sisma

L’evento ha voluto dimostrare che anche in questa area delle Marche, immersa nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ci sono tante esperienze da vivere, come il trekking. La mattina, infatti, guidati dalla guida ambientale escursionistica Luca Marcantonelli, i partecipanti sono arrivati fino alla Cascata del Pisciatore. A “Castello”, come lo chiamano i suoi abitanti, hanno riaperto anche alcune attività, come bar e alimentari, ma dove ha anche ricominciato la sua attività una famiglia di cui molti ricordano il negozio nel centro del paese, la Norcineria Alto Nera. Le scosse di ottobre 2016 hanno reso inagibile il laboratorio, il negozio, così come gli appartamenti e il bed and breakfast “La brezza del parco”. Gregorio e Maria, che gestiscono l’attività insieme alla figlia Eleonora e al socio Giulio, si sono trovati ad affrontare una situazione difficile e a lasciare il paese.

Norcineria Alto Nera
Norcineria Alto Nera

«Abbiamo affittato uno stabilimento a Monte San Vito, vicino Jesi, per continuare la produzione – spiega Gregorio – Per fortuna avevamo già un magazzino e un negozio a Campocavallo di Osimo da 10 anni e ci siamo appoggiati lì». Proprio poco tempo fa, il 5 agosto, la Norcineria Alto Nera è tornata a Castelsantangelo con grande soddisfazione ma anche con tanti sacrifici e spese importanti: «In estate ci ha aiutato molto la riapertura della strada per Castelluccio, ma la situazione non è come prima. Ci sono meno persone, meno turisti, e dobbiamo portare fuori i nostri prodotti, in negozi e, soprattutto, supermercati». Anche Gregorio e Maria sono tornati in paese e vivono in una SAE. Gregorio sottolinea la grande solidarietà che li ha aiutati ad andare avanti e che ha permesso di sperare ancora in un’attività nata nel 1989, ma che, in realtà, proviene da molti anni prima: la tradizione del norcino era di famiglia. A raccontarlo un’attrezzatura da lavoro del Novecento che apparteneva al nonno esposta in negozio. La giornata si è conclusa con un momento di confronto nella struttura Casa Amici del Trentino, dove tante realtà hanno condiviso le proprie esperienze e si sono scambiate idee e progetti per far vivere ancora un territorio profondamente ferito ma che va vissuto, per le sue persone, per la sua bellezza, per quella straordinaria resilienza che i suoi abitanti hanno dimostrato tra le macerie e la burocrazia.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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