mercoledì 20 Gennaio 2021

Mobilità elettrica nella Manovra: un provvedimento di compromesso

Settimana Europea Mobilità Sostenibile

Cosa dice la “manovra del popolo” (salvo modifiche all’ultimo) per quanto attiene alla mobilità elettrica? Il principio del “bonus-malus” (tasso chi inquina di più e incentivo una parte della mobilità elettrica) è salvo. Ma applicato in modo parziale, con barriere inspiegabili. Con evidenza un provvedimento di compromesso, senza una visione chiara di dove si vuol andare a parare, sulla mobilità cittadina del futuro, piuttosto che di politica industriale: si incentivano le auto elettriche, anche senza obbligo di rottamazione, per le moto l’obbligo è invece perentorio. Escludono tricli e quadricicli. Nessun incentivo per la condivisione, per la sharing mobility. Speriamo venga corretto in corso d’opera. Ma andiamo con ordine e capiamo intanto a che punto siamo.

Incentivi per l’acquisto di automobili poco inquinanti, ibride o elettriche fino a 50 mila euro (alzato all’ultimo per farci rientrare la Testa Model3). In via sperimentale, a chi acquista un veicolo, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia, dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021, è riconosciuto un bonus che nel caso di rottamazione, può avere due valori: 6mila euro per auto che inquinano da 0 a 20 grammi di CO2 per km percorso; di 2.500 euro dai 21 ai 70 grammi di CO2. In assenza di rottamazione, l’incentivo è di 4mila euro per la prima fascia (ad inquinamento quasi zero) e di 1.500 euro per la seconda fascia (da 21 a 70 grammi). L’incentivo è finanziato da una tassa sull’acquisto di un’auto nuova che consuma moltissimo: salve quindi tutte le utilitarie (anche inquinanti) e praticamente tutti i diesel, si dovranno pagare 1.100 euro per le macchine che inquinano da 161 a 175 grammi di CO2 per chilometro percorso, 1.600 euro dai 176 ai 200 grammi di CO2 per km, 2mila euro da 201 a 250 grammi di CO2, e 2.500 euro per soglie superiori a 250 grammi di CO2.

Moto (veicoli L1 e L2): finanziate sino ad un terzo del prezzo di vendita (e sino ad un massimo di 3 mila euro) motorini, scooter e moto elettriche. Ma solo se al di sotto degli 11 kw di potenza: esclusa quindi l’italiana Energica (perché?). ma, attenzione, solo se si rottama un vecchio motorino o moto inquinante. Anche in questo caso, perché? Il motorino o la moto elettrica non andrebbe incentivata anche indipendentemente dalla rottamazione? Anche per chi abbandona un’auto? O per aiutare la mobilità nelle aree a domanda debole dove non arriva il mezzo pubblico o i servizi di sharing mobility?

Ancora meno chiare sono le esclusioni di tutti gli altri veicoli elettrici (quelli classificati come da L3 a L6): tricicli, quadricicli. Tra questi i mezzi leggeri per i servizi di prossimità (consegne, raccolta differenziata ad esempio) e i quadricicli urbani come la Twizy (Renault) e la ZD del car sharing di Sharengo. Anche in questo caso, perché? Perché le auto di un car sharing elettrico composto da auto come la Renault Zoe (ad esempio quello nuovo di Bologna) dovrebbe essere finanziato con 4 mila euro ad auto, mentre l’itali-cinese Sharengo no?

La società Sharengo ha invitato tutti gli utenti (185 mila) a scrivere al governo (segreteria.ministro@mit.gov.it, segreteria.crippa@mise.gov.it) e protestare sui social #iostoconsharengo. Hanno ragione da vendere.

Nessun vantaggio per i servizi di sharing: noi avevamo proposto Iva al 10% (come per il servizio pubblico) e un voucher rottamazione di mille euro (se abbandoni vecchia auto, puoi acquistare abbonamenti all’autobus o servizi di noleggio e condivisione). E ancora, niente sulle e-bike: a Parigi c’è il premio di 300 euro, in Svizzera di 400, come in gran parte dei lander e città tedesche. Risposta del sottosegretario ai trasporti Michele Dell’Orco: “Mancavano risorse per tutti”. Vero, aggiungiamo noi, dopo aver deciso di non toccare gli sgravi fiscali sul gasolio dell’autotrazione e di incentivare a tutti i costi le auto elettriche senza obbligo di rottamazione. Vero, ma solo se non si sa dove si vuol andare a parare.

Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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