Manovra, auto inquinanti: l’ecotassa della discordia

Fa discutere l’emendamento passato alla Camera che introduce incentivi per i veicoli ecologici e penalizza, invece, chi acquista vetture tradizionali. Proteste di imprese e sindacati e spaccatura nella maggioranza ICONA recensioni Ministro Costa: “inquinare non sia più conveniente” ICONA recensioni Legambiente: “a Natale niente auto per gli acquisti” ICONA recensioni Stefano Ciafani, “necessario un criterio sociale”

L'immagine di una marmitta di un'auto

Dall’1 gennaio 2019 al 2021 chi acquisterà e immatricolerà in Italia un’autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano si vedrà riconosciuto un contributo economico fino a 6mila euro, calcolato sulla base della CO2 emessa per chilometro. Chi, invece, comprerà una nuova auto alimentata con carburanti più inquinanti dovrà pagare un’imposta. Anche in questo caso il valore della tassa – che andrà da 150 a 3mila euro – dipenderà dal livello di emissioni di CO2 del veicolo.

È questo in sintesi il contenuto dell’emendamento alla manovra di bilancio, approvato alla Camera lo scorso 5 dicembre ma che ha già innescato non solo proteste di case automobilistiche e sindacati di categoria ma anche contrapposizioni all’interno della maggioranza. “Il tema c’è, è importante e il Contratto di governo ne parla. Ma messa giù così la proposta sulla tassazione delle auto in funzione delle emissioni inquinanti mi sembra un pò prematura, almeno rispetto alla situazione del mercato”. Ha espresso così il proprio disappunto il viceministro leghista dei Trasporti Edoardo Rixi, in un’intervista al Corriere della Sera, indicando come strada alternativa quella della rottamazione per “rinnovare il parco auto” ma senza “caricare ulteriori oneri su chi vuole cambiare l’automobile”.

“I disincentivi per chi acquista auto tradizionali non ci piacciono – ha ribadito Rixi – Siamo favorevoli alla diffusione delle auto elettriche, non a mettere ulteriori balzelli. E giusto accompagnare il settore con delle misure, ma senza creare problemi. Non dobbiamo penalizzare, ma offrire ai cittadini delle alternative percorribili”.