Maltempo in Nord Italia, Legambiente: “Resilienza delle aree urbane è priorità”

Secondo l’associazione servono nuove politiche sia per le città con interventi di riqualificazione urbana che rallentino il deflusso dell’acqua piovana nei corsi d’acqua nei momenti di maggior portata, che nelle aree meno antropizzate dove ai fiumi deve essere ridato lo spazio necessario

maltempo in Italia

“Il maltempo e le piogge intense che nelle ultime ore hanno colpito diverse città del nord Italia dimostrano ancora una volta la fragilità e la vulnerabilità dei territori italiani e soprattutto i devastanti impatti che i cambiamenti climatici hanno sul territorio e sui centri urbani, mettendo in serio pericolo la vita delle persone. Ormai questi eventi climatici estremi e violenti, fino a qualche anno fa meno frequenti e di natura eccezionale, oggi si sono trasformati in normalità. Se vogliamo ridurre i pericoli per le persone, la resilienza delle aree urbane deve essere la priorità degli interventi di adattamento climatico. Servono nuove politiche sia per le città, con interventi di riqualificazione urbana che rallentino il deflusso dell’acqua piovana nei corsi d’acqua nei momenti di maggior portata, che nelle aree meno antropizzate dove ai fiumi deve essere ridato lo spazio necessario. In questi anni anche se sono state razionalizzate le risorse economiche per far partire cantieri o per fronteggiare nuove emergenze, quello che a nostro avviso manca è una progettazione integrata per la riduzione del rischio, come dimostrano le numerose ed efficaci esperienze internazionali messe in campo. E’ da qui che occorre partire”, così commenta Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente.

Per quanto riguarda il Piemonte che ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza, l’associazione ambientalista ricorda, citando i dati dell’Osservatorio Cittaclima, come proprio ad Alessandria nel 2016 fu necessario evacuare le aree golenali del Tanaro con misure preventive di messa in sicurezza della popolazione nei quartieri Orti e Piscina, provvedendo ad informare la popolazione ed invitandola alla rimozione dei veicoli parcheggiati in aree a rischio ed a non occupare i piani bassi delle abitazioni. Ben peggiori le conseguenze dell’alluvione del 16 Ottobre 2000 quando esondarono il Po e diversi affluenti e si contarono 23 vittime e 40.000 sfollati, tra Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. Infine a Genova si contano 14 casi di eventi climatici estremi dal 2010 ad oggi mentre, nello stesso periodo, a Milano addirittura 25 di cui 19 esondazioni fluviali.