Maltempo, danni all’agricoltura in tutta Italia

Le regioni più colpite sono Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna, Puglia e Basilicata. La mappa delle emergenze

Un'immagine di danni a un campo agricolo a causa del maltempo

Aggiornato il 13 maggio alle 17.45
Aggiornato il 13 maggio alle 14.45

Si fa sempre più critico il bilancio dei danni alle coltivazioni e alle strutture provocati da grandinate e vento forte che, nello scorso fine settimana, hanno flagellato le campagne in tutta Italia. Raffiche violente di vento hanno causato cadute di alberi e allettamento delle colture già alte in campo. La grande quantità di acqua che sta cadendo in molte provincie sta rendendo estremamente difficoltosa la produzione di fieno.

I tecnici di Confagricoltura sono all’opera su tutto il territorio e già contano danni per vari milioni di euro. Nel pomeriggio di sabatouna forte grandinata si è abbattuta in tutto il nord dell’Astigiano e al confine tra Piemonte e Lombardia. Chicchi grandi fino a tre centimetri, soprattutto nella zona tra le province di Asti e Torino, hanno imbiancato i campi e le strade trasformando il paesaggio in uno scenario invernale come dopo una copiosa nevicata. Hanno patito i campi di orzo e grano, oltre ai vigneti. Nelle zone di Vercelli, Novara e fino al Milanese ci sono state intense grandinate e temperature in picchiata, vento forte che ha abbattuto alberi. Colpiti in particolare campi di orzo, frumento, mais e ortaggi in pieno campo. Nel Monferrato i danni sono ben visibili: distrutte le coltivazioni negli orti, nelle vigne e nei campi, in alcune situazioni anche fino al 70%. La grandine si è poi abbattuta sul territorio acquese, specialmente a Rivalta Bormida, dove il temporale con la grandine ha colpito domenica sera. Altre segnalazioni arrivano anche dai centri intorno ad Isola Sant’Antonio (nel Tortonese). Nel Bresciano colpite le vigne e problemi anche per le semine. Nel Mantovano i problemi principali si registrano dalle temperature, estremamente più rigide rispetto alla media stagionale, che stanno causando ritardi colturali che andranno a inficiare la qualità finale delle materie prime.

Nella fascia collinare del bolognese si teme per le esondazioni dei fiumi in piena, dovute alle piogge abbondanti. Sale l’allerta anche nelle campagne delle provincie di Modena, Reggio Emilia, Forlì, Ravenna, Bologna per diversi corsi fluviali che presentano criticità. Tra questi, Secchia, Panaro, Savio, Lamone, Montone, Ronco, Marecchia, Idice, alcuni dei quali hanno già tracimato. Purtroppo le previsioni sono di un peggioramento della situazione.

Nel Lazio l’ondata di maltempo di domenica 12 maggio, ed in particolare le estese grandinate che hanno colpito la provincia di Latina, hanno causato pesanti danni a coltivazioni, piante e strutture. Nell’agro pontino la grandine è caduta abbondante soprattutto nelle campagne tra Aprilia, Cisterna e zone limitrofe, devastando vigneti, coltivazioni e piantagioni, in particolare di kiwi e cocomeri. Danni anche alle strutture come serre e tunnel. La grandine si è accumulata sui terreni formando uno strato spesso diversi centimetri.

In Sardegna grandinate e raffiche di vento hanno martoriato in particolare il Nuorese. Notevoli i danni a piantagioni e coltivazioni. La grandine, con la sua violenza ha anche sfondato le serre, distruggendo pure le colture coltivate al coperto.

In Puglia e Basilicata pioggia e grandine domenica hanno martoriato per ore le province di Taranto e Bari. La perturbazione che si è abbattuta su tutta la Puglia ha avuto un’intensità violenta proprio a ridosso della Murgia Sud Orientale. Colpiti in particolare i comuni di Massafra, Mottola, Palagiano, Palagianello, fino a Ginosa e Castellaneta. In provincia di Bari si segnalano danni ingenti a Putignano, Noci, Gioia del Colle, Conversano, Alberobello, Locorotondo, Castellana Grotte e Turi. Interessate anche le aree al confine con la Basilicata e del Nord Barese. La grandine ha distrutto vigneti e frutteti, danneggiati anche i tendoni e le coperture. A rischio anche la raccolta delle ciliegie. Violenta grandinata anche nel Metapontino, con chicchi di considerevole grandezza.

Coldiretti, in primavera 175 eventi estremi

Dall’inizio della primavera sono già 175 gli eventi climatici estremi che hanno flagellato l’Italia con tempeste di grandine, bufere, tornado, pioggia violenta, vento e valanghe, il 62% in pià dello stesso periodo dello scorso anno. A dirlo è un’analisi condotta da Coldiretti sulla base dei dati della banca dati europea ESWD dalla quale si evidenzia che lungo la Penisola l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma per effetto dei cambiamenti climatici.

Secondo Coldiretti la tendenza alla tropicalizzazione si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

Il fenomeno è stato confermato da quest’ultima anomala ondata di maltempo abbattutasi da Nord a Sud del Paese. Grandinate killer hanno fatto strage di ortaggi, cereali, girasole e frutta colpendo campi, serre, vigneti, agrumeti, oliveti e alberi compromettendo i raccolti dopo un anno di lavoro. Coldiretti segnala che si contano perdite nei campi dalla Lombardia al Veneto, dall’Emilia Romagna alle Marche, dalla Basilicata alla Puglia dove dai primi rilievi si registra un danno enorme sulle ciliegie Bigarreau del 60%, perché acqua e grandine hanno spaccato il frutto già pronto per la raccolta a Bari, la culla produttiva della ciliegia italiana.

Esonda un fiume a Cesena

Allagamenti ed esondazioni dei fiumi stanno creando problemi in Romagna in particolare nel Cesenate. Il fiume Savio ha rotto gli argini in più punti, diversi ponti a Cesena sono stati chiusi al traffico. La circolazione sulla rete ferroviaria Rimini-Bologna è stata interrotta dalle 7.50 di questa mattina, la piena ha quasi sommerso un viadotto della linea. Rfi ha previsto cancellazioni di treni, deviazioni su altre linee e bus sostitutivi.