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Mal di smog

20081112 - ROMA -  ENV -  ISTAT:SOFFOCATI DA TRAFFICO,1 SU 3 NON BEVE ACQUA RUBINETTO -  Nell'immagine di archivio , una strada romana congestionata dal traffico automobilistico.   Italiani sempre afflitti da traffico, rumore e inquinamento, mentre ancora tanti, un terzo in tutto, non si fidano a bere l'acqua di rubinetto. Questo il quadro dei problemi avvertiti di piu' sul fronte ambientale dalle famiglie nella zona in cui abitano, secondo la fotografia scattata in un'indagine dell'Annuario statistico italiano 2008. ARCHIVIO ANSA /JI
dal web

Secondo l’Oms nel 2012 (ultimo studio disponibile) sono morte 3,7 milioni di persone nel mondo per patologie collegate all’inquinamento atmosferico esterno, di cui l’88% nei paesi a reddito medio-basso. Sono gli uomini dai 25 anni in su i più esposti, col 53% dei decessi contro il 44% delle donne della stessa fascia d’età e il 3% dei bambini con meno di 5 anni. Un’ulteriore conferma arriva dal dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, che indica per ogni aumento di 10 µg/m³ di NO2 un corrispondente aumento di mortalità del 3%, per malattie respiratorie, del 4% per tumore al polmone e malattie ischemiche. Per gli stessi valori di Pm2,5 il rischio di malattie del cuore sale del 10%. Ma quali sono le patologie da inquinamento urbano? 

ICTUS E CARDIOPATIA ISCHEMICA
Il 40% dei decessi per ictus e cardiopatie ischemiche è imputabile all’inquinamento atmosferico (dato riferito ai decessi nel mondo durante il 2012). Il maggior responsabile è il Pm2,5 per la capacità delle sue particelle (<2,5µm) di raggiungere gli alveoli polmonari e penetrare nel sangue. Le sostanze trasportate causano infiammazioni sistemiche, stress ossidativo, alterazione dei processi elettrici del cuore, della funzionalità dei tessuti e influenzano la regolazione della pressione sanguigna.

TUMORE AI POLMONI
Il 6% dei decessi per tumore ai polmoni è collegato all’aria inquinata (dato riferito ai decessi nel mondo durante il 2012). Il BaP è la sostanza più pericolosa per tali patologie, un idrocarburo cancerogeno per l’uomo presente anche nel fumo di sigaretta e responsabile di mutazioni genetiche e della crescita incontrollata di cellule tumorali. Il particolato può diventare cancerogeno per la capacità delle sue particelle di assorbire BaP veicolandolo negli alveoli polmonari e potenziandone l’effetto.

BRONCOPNEUMOPATIA E INFEZIONI RESPIRATORIE
L’esposizione a inquinanti può peggiorare le patologie a bronchi e polmoni e causare l’11% dei decessi per broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), il 3% per infezioni acute nei bambini (dati riferito ai decessi nel mondo nel 2012). Il Pm irrita le mucose e in combinazione con SO2 ne potenzia gli effetti, con danneggiamento del tessuto polmonare ed enfisema. L’O3, ossidante aggressivo, danneggia le membrane cellulari, causando infiammazioni e invecchiamento precoce dei tessuti e fibrosi.

IRRITAZIONI A OCCHI, NASO, GOLA
Irritazione e infiammazione delle mucose sono attribuibili all’inquinamento. Il Pm10, irritante e responsabile di un aumento della secrezione di muco; l’O3, ossidante, causa patologie all’occhio, riduce la funzione polmonare e aggrava malattie croniche; l’SO2, assorbito facilmente dalle mucose, provoca lesioni alla mucosa del naso e ai bronchi; l’NO2 danneggia le cellule ossidando proteine e lipidi, riacutizza malattie croniche, diminuisce le difese polmonari aumentando il rischio di infezioni.

IPOACUSIA E SORDITA’
Livelli di rumore superiori a 55 db (paragonabile a una strada trafficata) possono causare fischi e ronzii, fino a portare ad una riduzione permanente dell’udito per infiammazione e usura delle cellule. Il sistema uditivo è connesso con il sistema limbico, responsabile del controllo emotivo, che risponde al rumore con meccanismi di difesa traducibili in disturbi cardiaci, respiratori, intestinali e nervosi. Sono 110 milioni in Europa le persone che hanno subito danni da inquinamento acustico.

ALTERAZIONE DEL COMPORTAMENTO
Il sistema nervoso può essere seriamente compromesso da elevati livelli di CO, trasportato dal particolato, che una volta inalato può diffondersi dagli alveoli polmonari al sangue, dove si lega all’emoglobina e compete con l’ossigeno. La sua azione tossica sugli organuli cellulari causa ipossia e varie patologie collegate, diminuzione della capacità di concentrazione, turbe della memoria, alterazione del comportamento, confusione mentale e nei casi più gravi la morte.

sostanze nocive

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