Maggio 2020, caldo record e massima concentrazione di CO2

A maggio temperature elevate e picco positivo dei livelli di anidride carbonica in atmosfera, nonostante il blocco da Covid. Diminuzione dei gas serra ancora lontana /Wmo: “l’inquinamento ridotto dal Coronavirus non faccia venir meno le azioni per il clima” / Caldo record a maggio in Siberia, 25 gradi sopra al circolo polare artico/ Uragani, tempeste e cicloni sempre più forti: lo studio

Non solo Coronavirus. La World meteorogical Organization (Organizzazione meteorologica mondiale) ha dichiarato che il mese scorso è stato il maggio più caldo mai registrato, con un incremento di 0.63°C rispetto alla media 1981-2010 e temperature anomale anche in Siberia

Nello stesso mese, indicano le misurazioni dell’Osservatorio Hawaiiano di Mauna Loa, anche i livelli di anidride carbonica (CO2) in atmosfera hanno raggiunto un nuovo massimo nonostante il rallentamento economico da Covid-19. Secondo la National oceanic and atmospheric administration Usa (Noaa) e la Scripps Institution of Oceanography dell’università della California – San Diego, la stazione di osservazione a maggio ha misurato un picco stagionale delle concentrazioni di CO2 di 417,1 parti per milione (ppm), la più alta mai registrata. Il lockdown, come prevedibile, non è stato sufficiente a far scendere la concentrazione di gas inquinanti in atmosfera, che hanno effetti persistenti e duraturi. La crisi sanitaria ha rallentato le emissioni, ma non abbastanza per far evidenziare cambi sensibili in a Mauna Loa.

Venerdì scorso, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, l’appello della Wmo affinché gli Stati rinnovino i loro sforzi per affrontare le minacce climatiche. Gli ha fatto eco l’appello del Segretario Generale dell’ONU António Guterres, che ha affermato che la Natura ci sta “inviando un messaggio chiaro: stiamo danneggiando il mondo naturale – a nostro danno. Il degrado degli habitat e la perdita di biodiversità stanno accelerando, le perturbazioni climatiche stanno peggiorando. Incendi, inondazioni, siccità e super tempeste sono più frequenti e dannosi, gli oceani si stanno riscaldando e acidificando, distruggendo gli ecosistemi corallini. E ora, il nuovo coronavirus sta imperversando, minando la salute e i mezzi di sussistenza. Per prenderci cura dell’umanità, dobbiamo prenderci cura della natura”.

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