Maggio 2019

L’Europa siamo noi: per una casa comune solidale, inclusiva, sostenibile e competitiva. Ecco il green new deal che serve per vincere le sfide che abbiamo di fronte

“Sblocca cantieri”: cosa sta accadendo dopo l’approvazione del decreto? Strada spianata ai subappalti e agli affidamenti diretti senza bandi di gara

I rischi del 5G: la nuova tecnologia che ci renderà iperconnessi. Sei città pronte al test, ma i dubbi della scienza sono moltissimi

Fumetti: il ritorno in campagna di Larcenet

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Due certezze. La prima è che senza Unione Europea il nostro Paese sarebbe in una situazione ben peggiore rispetto a quella attuale, come scrive nel suo editoriale il presidente di Legambiente Stefano Ciafani. L’altra è che non è più possibile rimandare una grande alleanza continentale per un green new deal, l’unica soluzione per provare a vincere la triplice sfida – climatica, economica e sociale – che abbiamo di fronte. È questo, in estrema sintesi, il succo della storia di copertina del numero di maggio di Nuova Ecologia, che come immagine della cover sceglie il murales “The future is Europe” realizzato dall’artista Novedead a Bruxelles.

“L’Europa siamo noi” titola la rivista a poche settimane da una tornata elettorale cruciale per il destino dell’Unione. Da una parte le idee isolazioniste, oscurantiste e negazioniste promosse dai vari Trump, Putin e Bolsonaro, che tanto piacciono alle forze sovraniste. Dall’altra quelle di chi, al contrario, si ostina a credere nella necessità di una casa comune solidale, inclusiva, sostenibile e competitiva. Di questo parlano, intervistati dalla rivista di Legambiente, l’europarlamentare olandese Bas Eickout, candidato di punta per i Verdi alle elezioni, e il filosofo Mauro Ceruti.

Il mensile non nasconde tutto ciò che in Europa non funziona e non ha funzionato. Ma numeri alla mano, per restare sulle questioni ambientali, ricorda che direttive, procedure d’infrazione e condanne hanno dato al nostro Paese obiettivi e programmi per alzare gli standard di protezione.

All’interno del mensile anche l’inchiesta a valle dell’approvazione del decreto “Sblocca cantieri”, che spiana la strada ai subappalti e agli affidamenti diretti senza bandi di gara. E ancora allentamento dei controlli e norme più morbide per consentire alle aziende di ambire a un “cantiere al sole”. Il tutto per rimettere in moto grandi e piccole opere pubbliche del Paese.

L’altra inchiesta di Nuova Ecologia denuncia invece i rischi del 5G, la nuova tecnologia che ci renderà iperconnessi. In Italia, dopo un’asta milionaria per assegnare le radiofrequenze, sei città si preparano a testarla. Ma i dubbi della scienza sono moltissimi. E suggeriscono precauzione.

Trova spazio nel numero di maggio di Nuova Ecologia un’intervista a Luca Di Bartolomei, figlio dello storico capitano della As Roma, Agostino, sul tema della propaganda che ha portato all’approvazione della legittima difesa e sul perché «nessuna arma porterà un briciolo di sicurezza in più». E anche un’anticipazione dell’ultimo libro del neurobiologo vegetale di fama mondiale Stefano Mancuso“La nazione delle piante”. Segnaliamo infine l’avvio da questo numero di una collaborazione fra la testata e la casa editrice di fumetti Coconino Press. A inaugurare le danze, uno spassoso Manu Larcent.

 

 

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