giovedì 21 Gennaio 2021

Lotta allo smog, Madrid chiama

madridNessuna delle più importanti capitali europee ha un livello di pm2,5 superiore a quello registrato nelle nostre principali città. L’aria migliore si respira a Madrid, dove il tasso medio di particolato fine si attesta sui 10,6 μg/ m3, la metà di Roma (21) e quasi un terzo di Torino (27) e Milano (29). Queste ultime, tra l’altro, eccedono i 25 μg/m3 di media annuale stabiliti per legge, cosa che non accade nemmeno a Berlino, ferma a 20,5. Londra e Parigi, invece, restano ben al di sotto della soglia critica, rispettivamente a 14,5 e 16,3 μg/ m3. Il vero nodo, invece, rimangono gli ossidi di azoto (NO2), mefitico residuo della combustione nei motori diesel. Se Roma, Torino e Milano superano tutte il limite di 40 μg/m3, in Europa le cose non vanno molto meglio. Madrid e Berlino si salvano, rispettivamente con una concentrazione di 35,8 e 37,4 μg/m3 di NO2, ma Parigi e Londra schizzano oltre il tetto consentito, con valori medi poco lusinghieri (44,7 e 51,75). Oxford Street sarebbe addirittura l’hotspot più critico al mondo per questo genere di emissioni.

capitali europee

Lentamente, le grandi capitali si stanno muovendo verso un futuro a basse emissioni: a dicembre, un documento firmato dai sindaci di Parigi, Madrid e Atene, insieme al primo cittadino di Città del Messico, annuncia piani ambiziosi per vietare i motori diesel entro il 2025. Parigi ha pedonalizzato la riva destra della Senna e tentato di tamponare con le targhe alterne in combinazione ai trasporti pubblici gratuiti, imposto il veto alla circolazione dei veicoli fino agli Euro 2, anticipato al 2017 il divieto di circolazione per gli Euro 3 e prevede di arrivare a proibire nel 2020 la circolazione dei veicoli diesel Euro 5. Madrid ha creato una low emission zone in centro. Ora l’annuncio del divieto ai veicoli diesel impone l’implementazione di nuove strategie, incentivando l’uso di veicoli elettrici, ibridi e a idrogeno. L’impegno e anche nelle infrastrutture, dalle piste ciclabili alle stazioni di ricarica, e nell’aumento di mezzi pubblici a basso impatto. Un altro segnale positivo arriva da Londra, altra città che ha sforato troppe volte i limiti europei. Il sindaco Sadiq Khan ha più che raddoppiato i fondi per ripulire l’aria della capitale, portandoli a 1 miliardo di euro: li spenderà nei prossimi cinque anni per migliorare il trasporto pubblico, compensare i tassisti per l’abbandono dei black cabs piu obsoleti, scoraggiare la mobilita privata tramite pedaggi salatissimi e per una nuova “zona a bassissime emissioni”. A Berlino, l’uso di mezzi inquinanti e crollato con l’istituzione della zona a basse emissioni e il tasso di utilizzo della mobilita privata e tra i più bassi in Germania. Tutt’altra storia per Varsavia. La capitale della Polonia si è limitata a rendere gratuiti i mezzi pubblici per un solo giorno nel mese di dicembre. La città e l’intero Stato, tuttavia, necessitano di ben altre misure. La Polonia e patria di 33 dei 50 centri urbani più inquinati d’Europa, con città come Skala capaci di superare il livello di inquinanti atmosferici di Pechino. Nel giugno scorso la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione per violazioni della direttiva sulla qualità dell’aria in 46 zone di monitoraggio. Ora si profila una sanzione vicina al miliardo di euro.

Francesco Panié
Giornalista ambientale. per La Nuova Ecologia cura inchieste e approfondimenti su globalizzazione. inquinamento. clima. agricoltura e beni comuni. twitter @francesco.panie

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