Made in Irpinia

I segreti di “Poly”, stampante 3D costruita con l’amido di mais

Stampante 3d Poly

In un piccolo borgo medievale dell’Irpinia, Capocastello, dove il rispetto per la tradizione e l’innovazione tecnologica vanno di pari passo, si trova il laboratorio che ha dato vita a Poly, la stampante 3D ecologica, portatile e a batteria. L’ambizioso progetto nasce dalla fortunata unione di un gruppo di giovani studenti di Ingegneria, che accomunati dalla stessa passione per la progettazione hanno dato vita a 3DRap, il laboratorio digitale di prototipazione che permette a chiunque di materializzare la propria idea riducendo tempi e costi.
«Poly è un progetto al quale siamo molto affezionati in quanto ha accompagnato la nostra attività sin dalla sua nascita e rappresenta un po’ il sunto della nostra filosofia aziendale – racconta Domenico Orsi, fra gli ideatori del progetto – Tutte le nostre macchine sono realizzate con materiale ecosostenibile e sfruttando software open source». Un’interazione continua con i tanti utenti del web, che grazie alla creazione di una comunità a livello mondiale ha permesso di semplificare il processo e ottenere elevate prestazioni. «Dobbiamo molto al movimento open source – riprende Orsi – Lo stesso nome della nostra società è un omaggio al forum mondiale “Reprap”, che conta milioni di iscritti e nel quale sono presenti progetti che permettono di autocostruirsi la propria stampante 3D sfruttando elementi di scarto elettronico».
Un ulteriore elemento fondamentale per il giovane team è l’utilizzo di materiali riciclati, destinati a essere gettati e reintegrati nel commercio per creare nuovi oggetti dal valore maggiore. «L’upcycling è un altro aspetto che abbiamo voluto riesaminare nel progetto Poly – aggiunge l’ingegnere – Il primo prototipo l’abbiamo realizzato con dei motori di dvd smontati da vari lettori guasti. Anche il filamento che utilizza la stampante è un prodotto orgogliosamente italiano ed è unico nel suo genere. L’azienda che ci ha supportato è pugliese, e ha subito colto l’importanza del progetto creando per Poly una bobina con un formato speciale». Eumakers è infatti la prima azienda al mondo a fornire il Pla, acido polilattico derivante dagli scarti agricoli e principalmente costituito da amido di mais. Una macchina, quindi, che oltre a essere un prodotto innovativo e unico nel suo genere, non danneggia l’ambiente.
La stampante prevede diverse funzioni ed è destinata a un pubblico variegato come artisti, bambini e amatori, proprio perché compatta, leggera e semplice nel suo utilizzo. «Una passione che si è trasformata in lavoro – conclude Domenico Orsi – Speriamo che il messaggio che vuole lanciare venga colto nella sua interezza: un futuro ecosostenibile è possibile».