Sperimentazione sui macachi, prima lo stop e poi le indagini a carico del presidente della Lav

Indagine a carico di Gianluca Felicetti per “rivelazione di documenti segreti”. Pochi giorni fa la Lega anti vivisezione aveva ottenuto la sospensione degli esperimenti sugli animali all’Università di Parma. E adesso annuncia nuove azioni legali / #civediamoliberi, firma la petizione su Change.org

macachi

Prima la vittoria della Lav, la Lega anti vivisezione, con la sospensione degli esperimenti sui macachi all’Università di Parma. Poi, nell’arco di pochi giorni, la brusca battuta d’arresto con il presidente dell’associazione Gianluca Felicetti indagato dalla Procura della Repubblica di Parma per “rivelazione di documenti segreti”.

Tutto ha inizio il 24 gennaio, giorno in cui il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar del dicembre scorso dando ragione alla Lav e ordinando la sospensione dei testi sui macachi dell’Università di Torino condotti nell’Università di Parma. È possibile trovare alternative a tipologie di sperimentazioni sugli animali considerate invasive come quelle portate avanti a Parma: questo in sintesi il contenuto della sentenza. Motivo per cui il Tar ha condannato il ministero della Salute e le Università di Torino e Parma a risarcire con tremila euro i costi delle spese legali cui ha dovuto far fronte la Lav.

Una decisione accolta con grande soddisfazione dall’associazione che, forte di questo risultato e del sostegno di 425.300 persone che hanno finora firmato la petizione #civediamoliberi su Change.org, ha chiesto al ministro della Salute Roberto Speranza di revocare l’autorizzazione a questo esperimento e mettere così fine alle sofferenze di questi macachi, catturati in natura, trasportati in Italia dalla Cina e ingabbiati per dei test a cui erano già stati costretti a sottoporsi in altri Paesi. “Condividiamo questo risultato fondamentale con le migliaia di persone che hanno già firmato la petizione Lav #civediamoliberi e pacificamente manifestato con noi in questi mesi a Torino, Parma e Roma: questa vittoria legale, in una battaglia così lunga, è particolarmente importante per fermare subito il progetto di ricerca, prima che inizino le procedure purtroppo più invasive per gli animali”, dichiarava pochi giorni fa Gianluca Felicetti. Il quale però oggi, martedì 28 gennaio, torna sotto i riflettori, stavolta però per aver ricevuto dalla Procura della Repubblica di Parma la notifica di un’indagine a suo carico per aver “rivelato documenti segreti”, aver stretto “accordi per istigare a reati, minacce e diffamazione”. In pratica, nel mirino sono finiti gli stessi documenti attraverso cui la Lav aveva chiesto e ottenuto dal Tar la sospensione delle sperimentazioni sugli animali.

“Qualcuno vuole intimidirci ma il risultato ottenuto è proprio quello contrario, di rendere più forte e convinta la nostra battaglia contro la sperimentazione sugli animali – ha dichiarato Felicetti in una nota – Come ha sentenziato pochi giorni fa il Consiglio di Stato, la nostra azione legale contro i test sui macachi all’Università di Parma è fondata, abbiamo diffuso pubblicamente dati già noti, operiamo alla luce del sole e in maniera nonviolenta dalla nostra fondazione – 43 anni fa – siamo quelli che hanno fatto condannare Green Hill fino alla Corte di Cassazione”. “La nostra associazione ha ottenuto la scorsa estate da parte del ministero della Salute, grazie a una lunga azione legale, alcuni documenti della sperimentazione sui macachi e li ha utilizzati solo ed esclusivamente per redigere con i propri avvocati e consulenti scientifici i ricorsi al Tar e al Supremo Grado della Giustizia Civile. Abbiamo fatto prevalere il diritto all’informazione e all’esercizio della libertà di pensiero da parte di organizzazioni, come la nostra, riconosciute dallo Stato come di utilità sociale. Chi ci ha denunciati non ha evidentemente altri argomenti e tenta la strada del ‘bavaglio’ giudiziario”.

Lo scontro, insomma, è destinato a proseguire con la Lav che ha giù annunciato ulteriori azioni legali per tutelare la propria immagine e, soprattutto, scongiurare nuove sperimentazioni sui macachi.