A Catanzaro nuova barbara uccisione di un lupo

L’esemplare è stato rinvenuto appeso a un segnale stradale a Torre di Ruggiero. Un episodio simile era avvenuto lo scorso 10 gennaio. La denuncia di Legambiente: “Un danno per tutta la comunità calabrese” / Nuovo Piano Lupo, Legambiente: “Bene puntare su prevenzione e convivenza”

Lupo ucciso a Catanzaro Torre di Ruggiero

A Torre di Ruggiero, sulle serre catanzaresi in località Monte Cucco, è stato rinvenuto appeso a un segnale stradale un esemplare di lupo. Dai primi rilievi effettuati sulla carcassa dai Carabinieri Forestali e dal veterinario dell’Asl, non risultano ferite di arma da fuoco ne sono evidenti segni di avvelenamento. Sarà comunque la necroscopia a cura dell’Izs (Istituto zooprofilattico sperimentale) di Catanzaro a chiarire le cause della morte.

Da informazioni acquisite risulta che, la scorsa settimana, nella stessa zona dov’è stato rinvenuto l’animale si sarebbe verificata la predazione in un gregge di un’azienda zootecnica locale. Non è il primo caso di rinvenimento di un lupo ucciso e barbaramente esposto come un trofeo a opera di ignoti. Lo scorso 10 gennaio, infatti, un simile episodio è stato registrato a Marcellinara alle porte di Catanzaro. In entrambi i casi sono prontamente intervenuti i Carabinieri Forestali che dovranno fare luce sulle causa e ricercare gli autori di questi vili gesti.

“Denunciamo con forza questi atti che provocano sconcerto e creano un danno alla comunità calabrese tutta”, dichiara Antonio Nicoletti, responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente. “Bisogna incrementare gli sforzi per aiutare le aziende che subiscono predazioni a mettere in campo misure concrete di contenimento dei danni. Esistono le conoscenze tecniche e le metodiche per risolvere positivamente la coesistenza tra attività zootecniche e presenza del lupo, e quanto stiamo sperimentando in Sila con il progetto ‘Wolfnet’ rappresenta un metodo da diffondere a scala regionale. Legambiente è disponibile a su questo lavorare d’intesa con la Regione, le aree protette, le associazioni agricole e di allevatori, le istituzioni locali e le forze dell’ordine per dare risposte concrete e superare le criticità che stanno emergendo in maniera preoccupante nel territorio calabrese sulla gestione della fauna selvatica”.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER