Lucca dichiara “emergenza climatica”

Dopo Napoli e Milano anche la città toscana ha deliberato in questo senso. In questi giorni anche alcuni comuni del Salento lo hanno fatto rispondendo all’appello di oltre 70 associazioni della zona. Da Melendugno a Maglie  Emergenza climatica: il Senato boccia la mozione “Un testo blando e inadeguato”: il commento della deputata Muroni  Trump sul clima: “Credo ci sia un cambiamento” L’aumento di temperatura di oltre 1C° nel mare di Trieste

Immagine dall'alto di Lucca

Lucca ha dichiarato lo stato di “emergenza climatica”. Lo rendono noto Claudio Cantini, Teresa Leone, Andrea Giovannelli, Jacopo Massagli, e Gabriele Olivati del gruppo consiliare di Lucca Civica: “Il Comune di Lucca ha scelto un approccio serio, basato sul dialogo con il movimento di protesta contro i cambiamenti climatici, iniziato proprio con l’ordine del giorno del 15 marzo. Adesso si dà sostanza a tale iniziativa, avviando una diversa organizzazione dell’ente comunale, improntata alla riduzione di gas serra, con la valutazione di tutte le azioni che il Comune può intraprendere nei settori di sua competenza”.

Hanno cominciato con una mozione per discutere in Consiglio Comunale sulla riduzione dell’utilizzo della plastica: “nell’ambito locale, si possono subito intraprendere alcune iniziative per ridurre l’utilizzo di prodotti monouso, con conseguente minore dispersione di rifiuti nell’ambiente. Con il contributo di tante, piccole, buone pratiche, si può produrre un grande risultato” concludono.

A Sud intanto oltre settanta associazioni salentine il mese scorso, hanno scritto a diverse amministrazioni, compresi i capoluoghi di Brindisi e Lecce, sollecitando iniziative di sensibilizzazione sul tema della crisi climatica. E le risposte non si sono fatte attendere. Il primo ad annunciare la volontà di promuovere formalmente la priorità della tutela del diritto umano al clima è stato il Comune di Melendugno, in occasione della conferenza stampa presso la Camera dei deputati a Roma del 24 maggio scorso. Ma nel giro di pochi giorni, altre amministrazioni salentine si sono mobilitate. Prima Maglie, con delibera di Giunta del 29 maggio, e poi Torchiarolo, con voto consiliare unanime del 30 maggio.