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Los Angeles: 27.000 barili contenenti probabilmente DDT sul fondale del mare

La sostanza  è conosciuta per essere stata il primo insetticida moderno, vietato  in prima battuta negli Usa e poi anche in Italia. Stavolta mette in pericolo l’ecosistema marino

La California è da sempre sinonimo di oceano incontaminato. Purtroppo i suoi fondali hanno nascosto un segreto per decenni: sostanze chimiche custodite in migliaia i barili.

Una spedizione in immersione

Dal 10 al 24 marzo scorso, un team di 31 esperti della Scripps Institution of Oceanography dell’Università della California a bordo del veicolo di ricerca Scripps Sally Ride ha creato mappe acustiche ad alta risoluzione del fondo marino nel bacino di San Pedro, coprendo 36.000 acri (146 chilometri quadrati) da 12 miglia (19 chilometri) al largo la costa della California meridionale a 13 km dall’isola Catalina. Due veicoli autonomi subacquei (AUV) denominati REMUS 6000 e Bluefin si sono immersi fino a 900 metri sotto il livello del mare, utilizzando il sonar per individuare le posizioni dei barili. Il risultato? Gli scienziati hanno mappato un campo di rifiuti tossici che contiene almeno 27.000 fusti di probabilmente DDT e rifiuti industriali.

Il DDT: storia di un insetticida

Nel 1962, una biologa americana, Rachel Carson, pubblica il libro Primavera silenziosa, in cui rivela che il DDT è causa del cancro e nocivo nella riproduzione degli uccelli. Il libro crea clamore nell’opinione pubblica: nel 1972 il DDT viene vietato per l’uso agricolo negli USA e fa nascere il movimento ambientalista. Nel 1978 viene proibito anche in Italia. Nell’Ue il DDT viene etichettato con la frase di rischio R40: “Possibilità di effetti cancerogeni”.

Ed è proprio il DDT a spaventare gli scienziati. La sostanza usata come insetticida per uso agricolo e per combattere la malaria, sui fondali del mare della California rischia di danneggiare l’ecosistema marino e alcune specie di mammiferi come i delfini e i leoni marini. D’altra parte la nocività del DDT è stata documentata da più parti: nel 1962, una biologa americana, Rachel Carson, pubblica il libro Primavera silenziosa, in cui denuncia che il DDT è causa del cancro e nocivo nella riproduzione degli uccelli. Il libro crea clamore nell’opinione pubblica: nel 1972 il DDT viene vietato per l’uso agricolo negli USA e fa nascere il movimento ambientalista. Nel 1978 viene proibito anche in Italia. Nell’Ue il DDT viene etichettato con la frase di rischio R40: “Possibilità di effetti cancerogeni”.

Le spedizioni precedenti 

Proprio alte concentrazioni di DDT (diclorodifeniltricloroetano) erano state  rilevate nei sedimenti oceanici tra la costa di Los Angeles e l’isola di Catalina, nel 2011 e nel 2013. All’epoca, gli scienziati che hanno cercato il Il fondale marino nell’area ha identificato 60 barili (possibilmente contenenti DDT o altri rifiuti) e ha trovato contaminazione da DDT nei sedimenti, ma la piena estensione della contaminazione dell’area era ancora sconosciuta. 

Ora, questa nuova spedizione di ricerca presenta un quadro più chiaro del sito di discarica in acque profonde. Le loro scoperte rivelano un tratto di fondo oceanico costellato di almeno 27.000 barili di rifiuti industriali “e forse fino a 100.000”, hanno detto i ricercatori della Scripps Institution of Oceanography dell’Università della California

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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