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Una zona a zero emissioni per fermare l’inquinamento a Londra

Si chiama Ulez, Ultra Low Emission Zone, e l’ha istituita l’amministrazione del sindaco Sadiq Khan. L’obiettivo è contribuire a ridurre le emissioni di ossido di azoto del 30% in tutta la City entro la fine del 2021

Dallo scorso ottobre a Londra è stata istituita dal sindaco Sadiq Khan la nuova Ulez (Ultra Low Emission Zone). Copre un’area di 380 chilometri quadrati, praticamente una superficie pari a un quarto della città (il doppio di Milano e un terzo di Roma), e rappresenta a tutti gli effetti la zona a basse emissioni più grande d’Europa.

Essendo attiva tutti i giorni per 24 ore, la Ulez consentirà a tutti i londinesi di respirare aria più pulita, con molteplici vantaggi per la salute dei cittadini. Secondo le previsioni, l’espansione dell’Ulez, insieme a standard più severi per la zona a basse emissioni (Lez, Low Emission Zone) già attiva per i veicoli pesanti e introdotta nel marzo 2021, ridurrà le emissioni di ossido di azoto (NOx) del 30% in tutta Londra entro il termine del 2021. All’interno di quest’area i veicoli diesel sotto l’Euro 6 e benzina sotto Euro 4 dovranno pagare una tassa giornaliera di 12,50 sterline, che diventano 100 per i mezzi pesanti come autobus, pullman e camion. E per chi non rispetta le regole, multe di 160 sterline, ridotte alla metà se si paga entro 15 giorni.

L’impatto di questa espansione non è stato troppo traumatico, visto che l’amministrazione ha concesso tre anni di tempo ai cittadini privati e alle aziende, con un’importante campagna di informazione, per allinearsi e prepararsi alle nuove direttive; oltre ad aver messo a disposizione 61 milioni di sterline per sovvenzionare piccole imprese e popolazione a basso reddito, agevolando la rottamazione dei veicoli più vecchi e inquinanti. Tutto ciò fa parte della strategia dell’amministrazione per affrontare l’emergenza sia climatica che sanitaria e traghettare la mobilità cittadina alle emissioni zero entro il 2030. Le istituzioni londinesi sostengono infatti che l’inquinamento sia una delle più grandi minacce alla salute pubblica, e per questo motivo, oltre a concentrarsi sulla mobilità cittadina, è stato stabilito un piano per garantire che entro il 2022 siano vendute solo caldaie e sistemi di riscaldamento poco inquinanti e sia introdotta una legislazione volta a proibire la vendita dei combustibili più pericolosi. 

Ricordiamo che a Londra rimane ancora in vigore nel centro anche la Congestion Charge stabilita dal 2003 dall’allora sindaco Boris Johnson, che prevede il pagamento di 11,5 sterline (circa 13 euro). A questa cifra si sommano altre 12,5 sterline (14,50 euro) che dovranno essere versate dai proprietari di moto, auto e furgoni più inquinanti. Che a partire da quest’anno, dunque, dovranno pagare la bellezza di 27,50 euro per circolare nel centro di Londra (uniche escluse le auto elettriche). Altro che i 5 euro che si pagano nell’Area C del centro di Milano. In tutto il mondo le aree cittadine a ridotte o sera emissioni si stanno rilevando il sistema più efficace per ridurre l’inquinamento.

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Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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