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Anche la Lombardia blocca i diesel Euro 4. Davvero o per finta?

Legambiente chiede precisi impegni contro l’inquinamento, a cominciare dallo stop della circolazione dei diesel più impattanti. Se non si prendono provvedimenti immediati, i rischi saranno ambientali, per la salute delle persone ed economici, con una maxi multa sino a un miliardo di euro

di Barbara Meggetto* e Andrea Poggio**

La Regione Lombardia è l’ultima a riprendere la lotta all’inquinamento dell’aria tra le regioni del nord Italia, come già segnalavamo l’11 maggio scorso. Anche dopo la sentenza di condanna della Corte di Giustizia del 10 novembre scorso per “violazione sistematica e continuata” delle norme sull’inquinamento da PM10 in tante zone d’Italia e in quasi tutte le città lombarde. Ne abbiamo avuto conferma dopo la discussione in consiglio regionale e il voto sul bilancio il 27 luglio scorso.

Cosa è successo? Legambiente, nell’ambito della campagna CleanCities, con lettera aperta della presidente Barbara Meggetto, ha scritto all’assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo, per chiedere precisi impegni contro l’inquinamento, a cominciare dal blocco della circolazione dei diesel più inquinanti, dall’Euro 4 in giù. La consigliera regionale Elisabetta Strada ne approfittava per coalizzare l’opposizione in Consiglio per richiedere impegni di bilancio nel sostegno ad azioni di risanamento dell’aria e un nuovo e più incisivo piano di risanamento dell’aria in Regione.

La furba risposta dell’assessore Cattaneo non si è fatta attendere. Nel respingere tutte le proposte e gli impegni richiesti da Legambiente e dall’opposizione, ha affermato che tutti gli impegni antinquinamento delle altre Regioni e dei Comuni sono attualmente previsti anche dalla Regione Lombardia. Anche quindi il blocco dei diesel più inquinanti, come gli Euro3, che dallo scorso anno non potrebbero più circolare (tra le 7,30 e le 19,30) in tutte le città della Lombardia. Per gli Euro 4 (diesel venduti sino al 2008) i provvedimenti di blocco stagionale (dal 1 ottobre al 31 marzo) “non sono attivi” – si legge nel sito della Regione – “sino al 30 settembre”. Come mai si spiega in seguito: i blocchi alla circolazione di questi vecchi diesel “entreranno in vigore dal 1 ottobre (2021) al 31 marzo”, “salvo vigenza, per ulteriore proroga, dello stato di emergenza sanitaria per Covid-19 disposto da provvedimenti nazionali”. 

Il governo però, nel decreto del presidente del Consiglio di “stato di emergenza sanitaria” non dice da nessuna parte di sospendere le misure antinquinamento. E se ne guarderebbe bene, visto che ai danni alla salute a causa Covid non c’è proprio ragione di aggiungere i danni sanitari dell’inquinamento.

A cosa serve allora la “furbata” della Giunta regionale? Oltre a una difesa d’ufficio dell’operato dell’assessorato, sembra essere una manovra più politica che di gestione di un’emergenza, considerate anche le parole del candidato del centrodestra alle elezioni amministrative di Milano Luca Bernardo. Si tratta quindi solo di una manovra politica che rischia di durare appena 15 giorni, sino alla chiusura delle urne delle elezioni comunali (ballottaggio previsto per il 17 ottobre), poi dipenderà da tanti fattori, non ultimo la possibilità dei mezzi pubblici di tornare a ospitare i pendolari, dal numero dei vaccinati e dei contagi, da quel che faranno le altre regioni.

Così la Regione Lombardia rischia di vedersi attribuita una più elevata multa europea per accesso di inquinamento. Quanto? Circa 2 miliardi per tutte le zone inquinate d’Italia. La Regione Veneto, nella stessa delibera delle misure emergenziali, stima in “400-600 milioni di euro” la propria quota, tra parte fissa e quota proporzionale ai giorni di inquinamento in eccesso. Se è così, alla Regione Lombardia spetterebbe pagare almeno il doppio, sino a un miliardo di euro. All’azione giudiziaria dell’Europa si potrebbero aggiungere altre cause intentate dai cittadini inquinati, per inadempienza alle leggi europee e italiane: la condanna in sede europea rende gli amministratori inadempienti più vulnerabili rispetto a ricorsi dei danneggiati, delle persone inquinate e ammalate a causa dell’inquinamento “sistematico e continuato” della Lombardia.

*presidente Legambiente Lombardia
**responsabile mobilità Legambiente

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Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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