Locuste, in Africa Orientale rischio insicurezza alimentare per 13 milioni di persone

L’allarme della Fao. A giugno il numero di cavallette potrebbe aumentare in modo esponenziale, fino a 500 volte. A rischio contagio anche diversi Paesi asiatici

Locuste Africa Orientale

Da settimane ondate di locuste stanno letteralmente invadendo l’Africa Orientale. Un’emergenza definita senza precedenti dalla Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), che sta già mettendo a serio repentaglio la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza dei Paesi della regione dell’Africa Orientale: Kenya, Etiopia, Somalia, Uganda e Sud Sudan, con potenziali contagi anche per Sudan ed Eritrea. A restare in allerta sono anche Paesi del continente asiatico: l’Arabia Saudita in primis, confinante con lo Yemen da cui si sono spostati in Africa i primi sciami attraversando il Mar Rosso, ma anche l’Iran, il Pakistan e l’India.

Il timore è che la situazione possa degenerare ulteriormente in vista dell’arrivo della prossima estate. Sempre secondo la Fao a giugno il numero di cavallette in questi Paesi potrebbe infatti aumentare in modo esponenziale, fino a 500 volte. “La velocità della diffusione dei parassiti e la dimensione delle infestazioni sono oltre la norma e hanno portato al limite le capacità delle autorità locali e nazionali”, ha comunicato in proposito la Fao.

“Ci sono 13 milioni di persone in quei Paesi che sono in una situazione di insicurezza alimentare ora e di questi 10 milioni sono in zone colpite dalle locuste – ha dichiarato Mark Lowcock, sottosegretario generale per gli Affari umanitari dell’Onu che ha fatto stanziare 10 milioni di dollari di fondi per frenare la crisi. “A meno che non ci sia una risposta rapida, avremo un grosso problema più avanti nel corso dell’anno”, ha aggiunto.

Dietro questi diffusi sciami di cavallette ci sono le forti piogge che alla fine del 2019 hanno creato le condizioni ideali per far prosperare i parassiti. L’invasione delle locuste appare al momento inarrestabile: gli insetti possono infatti percorrere fino a 150 chilometri al giorno, arrivano a mangiare quotidianamente una quantità di cibo equivalente al proprio peso e, dove attecchiscono, si riproducono a grandissima velocità. Per il momento il tentativo di arginare questa avanzata, spruzzando sulle aree colpite insetticidi da appositi velivoli, non sta sortendo gli effetti sperati.