L’inquinamento non è democratico

Di fronte ai guasti ambientali c’è chi paga di più. E sono le persone socialmente più fragili. Le proposte del Forum Disuguaglianze Diversità verranno presentate il 25 marzo ICONA recensioniL’intervista a Fabrizio Barca ICONA recensioniE il reddito va giù

L'immagine di una discarica nell'area di Roma

Esistono differenze ambientali che creano disuguaglianze sociali? La risposta è: certamente sì, ma è meno scontata di quel che si pensi. Il lavoro di Legambiente nel Forum sulle disuguaglianze e le diversità parte da qui.
Lavorando con i ricercatori e con le altre associazioni (Action Aid, Caritas, Cittadinanzattiva, Coop. Dedalus, Fondazione Basso, Fondazione di Comunità di Messina, Uisp) abbiamo dovuto ri-argomentare ragionamenti che, nel mondo ambientalista, davamo per scontati. Soprattutto uno: la trasversalità. È vero che i danni alla salute di inquinanti chimici o le frane o il caos del traffico non guardano al reddito. Ma è anche vero che chi è economicamente e culturalmente più debole, ha meno possibilità di scegliere, meno consapevolezza dei rischi, meno libertà di occuparsi della propria salute di fronte a precarietà e/o disoccupazione.
Allora diventa importante, per noi ambientalisti, capire alcuni aspetti. Che di fronte ai guasti ambientali c’è chi paga di più, e sono le persone socialmente più fragili. Che alcuni problemi ambientali non si risolvono (penso ai problemi delle periferie o delle aree interne) se non coinvolgendo i bisogni e facendo emergere i desideri di chi vive nel degrado o nella marginalità. Che ogni luogo ha un suo patrimonio di ricchezza comune, formula più ampia dei beni comuni, che implica servizi, cultura, qualità ambientale e sanitaria, socialità e così via, che non produce reddito ma consente di vivere meglio se è un patrimonio di qualità a disposizione di tutti. E consente quindi di essere meno disuguali rispetto a chi, magari nel centro di una città, il diritto a quel patrimonio può esercitarlo, per il semplice fatto che quel patrimonio esiste. Basta provare a fruire del car sharing vivendo in periferia o nel centro della città!
Ecco, come dice Fabrizio Barca nell’intervista qui pubblicata, guardare al rapporto tra giustizia ambientale e giustizia sociale spalanca nuovi scenari di impegno e di lotta. E nuove possibilità di costruire una società giusta e capace di futuro.