venerdì 27 Novembre 2020

Liguria, tutti i dati del monitoraggio di Goletta Verde

Goletta verde

Sei i punti monitorati da Goletta Verde in provincia di Imperia, di cui cinque giudicati come “fortemente inquinati”, sulle foci del fiume Roja (dove sono stati riscontrati rifiuti di tutti i tipi) e del torrente Nervia a Ventimiglia, sulla foce del Rio Crosio a Ospedaletti, punto monitorato per la prima volta; ad Arma di Taggia, sulla foce del torrente Argentina, che sarà oggetto di un esposto da parte di Legambiente, e sulla spiaggia presso via delle Magnolie nella località Borgo Paradiso di Diano Marina. Entro i limiti di legge solo la spiaggia fronte torrente San Romolo a Sanremo. Due i punti critici in provincia di Savona, sui cinque punti analizzati dai tecnici di Goletta Verde: a Ceriale, in prossimità dello sbocco di un canale sul Lungomare Diaz, e a Pietra Ligure, sulla foce del torrente Maremola. Il punto analizzato, popolato da animali e vicino a calette dove si recano spesso i bagnanti, sarà anch’esso oggetto di esposto da parte di Legambiente. Nessun problema, invece, per Albenga, Finale Ligure e Savona, rispettivamente alle foci dei fiumi Centa, Pora e Quiliano.

Cinque anche i punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde in provincia di Genova, di cui tre giudicati “fortemente inquinati”: nel capoluogo, alla foce del torrente Nervi; a Recco, dove la foce dell’omonimo torrente sfocia in mare con una portata debole ma sufficiente per prelevare il campione; e tra i territori comunali di Chiavari e Lavagna, sullo sbocco del canale presso il torrente Entella. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, Legambiente presenterà nuovamente un esposto alle autorità competenti, non avendo ricevuto risposta dopo l’esposto dello scorso anno. Entro i limiti di legge i punti monitorati sulla spiaggia fronte Rio Poggio di Bogliasco e nel mare fronte Rio San Siro di Santa Margherita Ligure, in un punto analizzato per la prima volta.

Infine, sette i punti monitorati in provincia di La Spezia, dei quali tre giudicati “fortemente inquinati”: sulla foce del canale sotto le scalette della spiaggia Venere Azzurra a Lerici; sullo sbocco del canale di piazza Garibaldi a Monterosso al Mare e sul mare presso lo scarico sotto il belvedere in località Manarola, a Riomaggiore. Un punto è stato giudicato “inquinato”, sulla foce del Rio Castagnola tra i Comuni di Deiva Marina e Framura. Nessuna particolare criticità sulla spiaggia sotto il canale a Marinella di Sarzana, sulla spiaggia Fiumaretta, nell’omonima località del Comune di Ameglia e sulla foce del rio Corniglia, a Corniglia di Vernazza. Non va meglio sul fronte dell’informazione ai cittadini, sui divieti di balneazione e la cartellonistica informativa che dovrebbe essere presente nella spiagge balneabili, obbligatoria a carico dei Comuni costieri da anni. I cittadini continuano a navigare in un mare di disinformazione: i tecnici di Goletta Verde hanno avvistato in Liguria cartelli informativi solo in sette dei ventitrè punti analizzati. Rimangono ancora incongruenze che generano confusione anche per quel che riguarda la segnaletica sul divieto di balneazione: in due dei punti monitorati sono presenti i cartelli di divieto di balneazione, nonostante i luoghi siano segnalati come balneabili dal Portale Acque del Ministero della Salute.

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo, anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (CONOU) è main partner della campagna estiva di Legambiente. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente e in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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