L’Europa tra sovranismo e svolta verde

Ne parla in un libro agile e originale dal titolo “30 anni in sessanta minuti” Cristiano Zagari, uno dei principali conoscitori dei complicati meccanismi negoziali europei

UE

“L’UE presenta standard sociali, ambientali e sanitari tra i più alti del pianeta ed inoltre, per ciò che riguarda le tecnologie a basse emissioni di carbonio, vanta un importante avanzo a livello di bilancia commerciale: il che significa che in Europa si sta già dimostrando che è possibile far crescere l’economia e al tempo stesso ridurre le emissioni di carbonio”. Questa è una delle conclusioni a cui arriva l’agile ed originale “30 anni in sessanta minuti”, saggio a cura di Cristiano Zagari, uno dei principali conoscitori dei complicati meccanismi negoziali europei.

Cristiano ZagariA prima vista può sembrare un po’ paradossale che un esperto di complessità negoziale europea produca un saggio tascabile, leggibile in un’ora di tempo e basato su un espediente narrativo ispirato alla letteratura di viaggio; poi però, a una più attenta analisi il quadro prende forma con tanto di colori e sfumature.

Il libro di Zagari ha il pregio di affrontare con profonda competenza ma trattandoli con grande leggerezza e chiarezza temi complessi. Il saggio ha una sua chiara evoluzione logica partendo da quelle che sarebbero state, secondo Zagari, le mancanze europee in questi ultimi trent’anni. In particolare, l’autore pone l’accento sull’incapacità delle classi dirigenti del Vecchio continente di completare l’Unione economico e monetaria e il non aver capito quanto fosse importante non perdere il treno della rivoluzione digitale.

Il libro poi si sofferma sul presente e sul sovranismo, meritevole, secondo l’autore, nell’aver intercettato il grido di dolore della classe media occidentale non più tutelata dalle proprie classi dirigenti come invece avveniva prima della caduta del Muro, ma al tempo stesso, colpevole di non avere una strategia coerente rispetto alla risoluzione di sfide che trascendono le capacità dei singoli Stati nazione.

Qual è allora la soluzione per l’autore? Un’Europa libera, per quanto possibile, dai veti nazionali in grado di interpretare come avanguardia mondiale la svolta verde. Ed è proprio qui che Zagari non delude affrontando la tematica con serietà: da qui la trattazione della battaglia dei “riparatori” sul tema dell’obsolescenza programmata (la direttiva Ecodesign), il ragionamento sul come il tema della circolarità possa venir declinato al meglio dal governo italiano rispetto al contesto europeo o anche come il risparmio energetico negli ambiti di edilizia, trasporti e agricoltura possa essere affrontato al meglio in un contesto sovranazionale.

Insomma Zagari non è uno specialista del tema ambientale, ma da buon negoziatore dimostra di saper studiare le carte e di capirle. Allo stesso modo “30 anni in sessanta minuti” ha il pregio di lasciare a un lettore non necessariamente addentro ai temi europei un’impronta chiara fondamentale al farsi una propria idea.