Legge europea sul clima, necessaria la riduzione del 65% delle emissioni al 2030

Per Legambiente limitarsi al 50-55% non è sufficienti. Cruciali i prossimi dieci anni per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 / Ambiente e clima importanti per oltre il 90% dei cittadini europei / Andare oltre il Pniec per decarbonizzare l’economia italiana / Mille miliardi per il piano verde Ue / Le proposte di Legambiente per rilanciare il sogno europeo

emissions gas Europe

Un importante passo avanti per garantire finalmente una governance unitaria e coerente della politica climatica europea. Legambiente commenta così la proposta di Legge sul Clima adottata oggi dalla Commissione europea. Per l’associazione ambientalista si tratta di una legge quadro che, per la prima volta, inserisce nella legislazione comunitaria l’obiettivo di zero emissioni nette da raggiungere al più tardi entro il 2050. Un traguardo che si potrà però tagliare solo se tutte le politiche europee verranno riviste per contribuire al raggiungimento della neutralità climatica, in modo che tutti i settori dell’economia europea facciano la loro parte.

Per Legambiente, nel complesso delle politiche ambientali dell’Ue, ancora molta strada resta da fare. Anche nelle ultime sedute è stata infatti confermata l’intenzione della Commissione di proporre, entro settembre prossimo, l’aumento dell’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni di gas-serra per il 2030 solo al 50-55% rispetto ai livelli del 1990. Una proposta poco ambiziosa e non in linea con l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di contenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1,5°C. Secondo Legambiente, per fronteggiare l’emergenza climatica si deve invece andare oltre il 55% già proposto da diversi governi europei e dall’Europarlamento, puntando almeno al 65% entro il 2030 in coerenza con le indicazioni dell’Emissions Gap Report delle Nazioni Unite. Il che significa una riduzione annua del 7,6%, ben al di sopra dello 0,25% registrato negli ultimi cinque anni. 

“I prossimi mesi saranno cruciali – dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -. L’emergenza climatica non consente ulteriori rinvii. Un primo segnale chiaro e forte deve già venire dal Consiglio Ambiente che si riunisce domani a Bruxelles e che ha in agenda sia la Legge sul Clima che il Green Deal Europeo. L’Italia deve sostenere con forza la necessità di avviare da subito il processo di revisione degli attuali impegni di riduzione al 2030. Non è possibile attendere fino a settembre. La Commissione deve presentare una proposta di aumento dell’obiettivo al 2030, ambiziosa e in linea con la soglia critica di 1,5°C, in tempo utile affinché i governi possano raggiungere un accordo non oltre il Consiglio Europeo di giugno. Solo così l’Europa può arrivare al Vertice Ue-Cina, in programma il prossimo settembre a Lipsia e per la prima volta a livello di capi di stato e di governo, con una proposta in grado di spingere la Cina a sottoscrivere un accordo ambizioso in vista della COP26 di Glasgow”.

Solo virando concretamente su una serie di politiche green l’Europa potrà da una parte contribuire al successo di Glasgow e, dall’altra, creare le necessarie condizioni politiche per accelerare la decarbonizzazione della nostra economia e dare gambe a un vero Green New Deal Europeo. Per Legambiente sono le basi necessarie per affrontare con determinazione l’emergenza climatica, accrescere la competitività della nostra economia, creare nuovi posti di lavoro e mettere in campo un’Europa leader nella transizione verso un’economia globale libera da fonti fossili, circolare e a zero emissioni.

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