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Legambiente si fa in cinque

i più giovani animano l'XI congresso di Legambiente

Trentanove anni fa il terremoto dell’Irpinia e di Napoli, di cui ricorre oggi il tragico anniversario, scrisse una delle pagine più dolorose nella storia d’Italia. Fra i temi al centro dell’XI Congresso nazionale di Legambiente, di nuovo e ancora, il tema del rischio sismico e del mancato adeguamento degli edifici e i ritardi e le inadempienze nelle ricostruzioni post sisma. Si è parlato anche della tutela del territorio, resa oggi più urgente dalla crisi climatica, che aggiunge un ulteriore fattore di rischio alla cronica mancanza di manutenzione di cui soffre il suolo italiano.

La seconda giornata di lavori vede i partecipanti suddivisi fra cinque piazze tematiche sulle priorità di azione dell’associazione nei prossimi quattro anni: clima ed energia, giovani e partecipazione, lotta alle ecomafie, periferie e giustizia sociale, economia circolare e civile. A seguire, nel pomeriggio, l’assemblea plenaria, in cui interverranno fra gli altri: Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Aboubakar Soumahoro, sindacalista Usb, Valentina Fiore, presidente delle cooperative di Libera Terra, Alessandro Bratti, direttore generale di Ispra, Donatella Bianchi, presidente Wwf, Daniele Moretti, giornalista di Skytg24.

Nel pomeriggio, nella sala del museo, è previsto un flash mob in cui verrà intonata la canzone simbolo della resistenza climatica: “Sing for the climate”, creata nel 2012 in Belgio sulle note di “Bella Ciao” per accompagnare le proteste dei giovani sul cambiamento climatico. Argomento a cui è dedicata la piazza Clima ed energia. Di fronte alla crisi climatica che provoca effetti sempre più devastanti, le azioni su cui Legambiente intende insistere sono tre: battersi per obiettivi più ambiziosi e per accelerare gli interventi di mitigazione, coinvolgere cittadini, sindaci e imprese, continuare a mobilitarsi. È urgente fermare i sussidi alle fonti fossili e le centrali a carbone per costruire un modello energetico distribuito e al 100% rinnovabile. E parallelamente accelerare sull’adattamento climatico delle città, delle aree agricole e di quelle boschive.

foto di Sara Casna e Marco Mancini

Alla grande mobilitazione dei giovani per il clima è dedicata anche la piazza Giovani e partecipazione. Insieme alla ventiquattrenne Federica Gasbarro – scelta dall’Onu come unica rappresentante dell’Italia per lo Youth summit di New York organizzato lo scorso settembre – e ai tanti ragazzi dei circoli di Legambiente si parlerà di come far tesoro delle idee e degli stimoli che arrivano dai più giovani, di come trovare nuovi strumenti di contaminazione e nuovi linguaggi per riuscire a coinvolgere quante più persone possibile nelle battaglie dell’associazione per la #Rievoluzione. Un’occasione per confrontarsi anche su diverse esperienze di cittadinanza attiva portate avanti da Legambiente come Volontari X Natura, il più grande progetto di citizen science mai realizzato in Italia.

I magistrati Luca Ramacci e Raffaele Piccirillo, il giurista Raffaella D’Antonio e Lory Furlanetto, avvocato e presidente del Centro di azione giuridica di Legambiente sono fra i partecipanti alla piazza Ecomafia e corruzione, dedicata a come rafforzare la lotta ai ladri di futuro, quali norme sono necessarie e come promuovere una cultura della legalità. Alla denuncia dei traffici illegali di rifiuti, dell’abusivismo edilizio, del racket di animali, dell’aggressione al patrimonio archeologico e culturale, dell’impatto dei fenomeni illegali sulle filiere agroalimentari si aggiungeranno le proposte per dare più forza alle attività di prevenzione e repressione.

Giustizia ambientale e sociale sono facce della stessa medaglia, di cui si discute nella piazza Periferie e giustizia sociale. Le aree più degradate, inquinate, meno manutenute e meno soggette a investimenti pubblici sono anche quelle in cui si concentrano più disuguaglianze: sociali, educative, di genere, generazionali, culturali. Per questo non ci possiamo accontentare di interventi occasionali ma dobbiamo costruire nuove forme di coinvolgimento, che richiede una rimodulazione del nostro ambientalismo sociale, per generare attivismo, vertenze ambientali e reti territoriali, coinvolgendo i cittadini che vivono in quei luoghi. Fra gli ospiti, Anna Maria Palmieri, assessore all’Istruzione del Comune di Napoli, Patrizia Luongo del Forum disuguaglianze e diversità e Daniela Luisi, sociologa esperta di aree interne.

Infine, Economia civile e circolare è lo spazio dedicato alla riconversione ecologica dell’economia. Per raccontare quell’Italia appassionata e generosa, fatta di enti locali impegnati per il cambiamento, di imprese che creano lavoro e benefici ambientali e sociali, con esperienze di economia civile e di riconversione industriale, a cominciare dalle aziende della chimica verde, dell’economia circolare e dell’innovazione energetica. Intervengono, fra gli altri, Chiara Braga, commissione Ambiente e territorio della Camera dei deputati, Ilaria Maggiorotti di Rete ferroviaria italiana, Marina Fornasier, presidente Coop Insieme Vicenza.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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