Legambiente da sempre a difesa della Scala dei Turchi

Da decenni il circolo regionale dell’associazione ambientalista si batte per impedire colate di cemento nell’area costiera di Agrigento

Scala dei Turchi Legambiente

DI DANIELA CIANCIMINO*

Il processo per verificare la lottizzazione abusiva del Borgo della Scala dei Turchi nasce da un esposto presentato nel 2013 da Legambiente Sicilia e dal circolo agrigentino dell’associazione ambientalista. L’iniziativa portò all’apertura di un’indagine della procura di Agrigento. Successivamente vennero sequestrati degli immobili (atto confermato poi in Cassazione), bloccati i lavori e revocate le autorizzazioni concesse.

Per questo esposto l’ex presidente regionale di Legambiente Mimmo Fontana e il dirigente del circolo di Agrigento Daniele Gucciardo, oggi presidente del circolo Rabat della città siciliana, hanno subito in questi anni pesanti attacchi pubblici, richieste milionarie di risarcimento del danno e una denuncia da parte della proprietà della società, tra i soggetti imputati che sono stati condannati dal Gup.   

Da decenni la vicenda degli ecomostri e delle speculazioni edilizie abusive di Scala dei Turchi viene affrontata da Legambiente sia a livello politico che giudiziario. Un’azione decisa e prolungata che ha portato nel 2013 all’abbattimento di un grande ecomostro, lo scheletro di un enorme albergo costruito sulla spiaggia della Scala dei Turchi, che per troppo tempo aveva sfregiato la bellezza di quei luoghi.

A distanza di anni Legambiente Sicilia resta in prima linea per contrastare gli interessi privati e speculativi che gravitano nell’area. Interessi in base a cui un bene monumentale di tale portata e bellezza deve essere oggetto di speculazioni di privati, sottraendolo alla destinazione e gestione pubblica.

È di questi ultimi giorni l’intervento del presidente regionale di Legambiente Gianfranco Zanna, grazie a cui è stato sventato il pronunciamento positivo del consiglio comunale di Realmonte su una transazione che avrebbe riconosciuto a un soggetto privato la proprietà di Scala dei Turchi, con un accordo con il Comune per la gestione e il riconoscimento di diritti economici e di immagine. La diffida presentata da Legambiente ha portato il consiglio comunale a respingere la proposta all’unanimità.

L’impegno di Legambiente e la correttezza del suo operato vengono adesso riconosciuti anche con questa sentenza del Gup di Agrigento. Un riconoscimento che certifica che con il coraggio dell’azione quotidiana dei nostri circoli per la tutela dei beni ambientali si possono cambiare davvero le cose. 

* Co-presidente nazionale Centro di azione giuridica di Legambiente.