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Legambiente da Napoli per il Green new deal italiano

Stefano Ciafani (foto di Sara Casna)

Per dare concretezza al Green new deal italiano bisogna definire una road map che metta al centro l’ambiente, partendo dalla riconversione ecologica del sistema industriale e dell’economia. È il messaggio che Legambiente lancia dal suo XI congresso nazionale, “Il tempo del coraggio”, in programma da oggi al 24 novembre nella suggestiva cornice del Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, Napoli. Un messaggio che l’associazione indirizza al governo Conte nel giorno in cui a Roma ci sarà l’incontro fra il presidente del Consiglio e Arcelor Mittal sul futuro dell’ex Ilva. Per ricordare alla politica che è dal ripensare l’industria e l’economia in chiave ambientale che occorre partire se davvero si vuole tutelare l’ambiente, il diritto alla salute e quello al lavoro. L’ex llva è il banco di prova per mettere in campo soluzioni coraggiose, superando decenni di ritardi, omissioni e promesse mancate, puntando su una produzione progressivamente decarbonizzata, capace di abbattere da subito le emissioni inquinanti e dando un nuovo futuro a Taranto.

Le azioni che Legambiente chiede non sono obiettivi impossibili ma praticabili, come dimostrano le molte imprese che creano lavoro e benefici ambientali e sociali con esperienze di economia civile e riconversione industriale, a cominciare dalle aziende della chimica verde, dell’economia circolare e dell’innovazione energetica. Esperienze che arrivano anche dal Sud, scelto dall’associazione per ospitare il suo congresso, raccontandone al tempo stesso quel cambiamento in atto nonostante difficoltà croniche e problemi. In questo dare concretezza al Green new deal, l’Italia deve mettere in campo politiche ambientali ambiziose, innovative e trasversali, perché non si possono più aspettare promesse o rinviare al 2030 le scelte indispensabili. Perché il tempo del coraggio è adesso, come Legambiente spiega nel documento congressuale presentato oggi ai suoi 833 delegati e agli oltre sessanta ospiti esterni: il coraggio di accelerare la transizione ecologica ed energetica, contrastare la crisi climatica, combattere le ecomafie, promuovere la riconversione ecologica dell’economia, rendere sempre più protagonisti i giovani che scendono in piazza al fianco di Greta.

congresso legambiente

A inaugurare l’XI congresso nazionale di Legambiente, insieme al presidente di Legambiente Stefano Ciafani, anche il presidente della Camera Roberto Fico, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e quello di Portici Enzo Cuomo. E ancora: la presidente del Kyoto Club, Catia Bastioli; Cristina Fossi, luminare mondiale dell’impatto del marine litter sui mammiferi marini; Gennarino Masiello, vicepresidente di Coldiretti; Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Terzo Settore; Pippo Onufrio, direttore di Greenpeace; Vincenzo Piccolo, presidente di Agesci; Luca Bianchi, direttore di Svimez; Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi.

 

“È il tempo del coraggio per il governo e per le imprese italiane – spiega il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani – come dimostrano quelle eccellenze che hanno realizzato in Italia impianti unici al mondo, come quello che produce il butandiolo da fonte rinnovabile in provincia di Rovigo, o quello che permette di riciclare i pannolini usa e getta nel trevigiano, o che hanno organizzato filiere di economia circolare su rifiuti da imballaggio, pneumatici fuori uso, oli usati e batterie al piombo, con risultati impensabili fino a vent’anni fa. Perché l’Italia – sottolinea Ciafani – non è solo il vecchio modo di fare industria, come è stato fino a ieri a Bagnoli con l’Italsider, a Casale Monferrato con la Eternit, a Cengio con l’Acna, o come è ancora oggi a Taranto con l’ex Ilva o a Gela, Augusta, Priolo e Melilli in Sicilia. Serve anche il coraggio di affrontare i grandi temi ambientali e le minacce reali del Paese di cui la politica non si occupa come dovrebbe: la riconversione degli impianti industriali più obsoleti, la presenza pervasiva delle mafie, le 20.000 case abusive costruite ogni anno. E che dire dei 7 milioni di persone che vivono in aree a rischio idrogeologico, oggi reso più vulnerabile dai cambiamenti climatici e dal continuo consumo di suolo? Dei 20 milioni di abitanti che respirano aria inquinata? O dei 30 milioni di tonnellate di amianto in edifici pubblici e privati? L’individuazione dei veri nemici da affrontare, la leva economica per combatterli, una visione del ruolo dell’Italia – conclude Ciafani – sono alla base di quel cambio di paradigma che ci deve proiettare verso il futuro, tenendo insieme le prospettive aperte dalla green economy, dall’economia circolare e dalla rivoluzione energetica con i bisogni delle fasce sociali più fragili, la salute e il benessere di ogni persona”.

Il presidente della Camera, Roberto Fico

Il ministro Costa all’XI congresso nazionale di Legambiente

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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