Legambiente a Brescia, una comunità in rete

Fa campagne sull’emergenza climatica, sensibilizza i cittadini sulla mobilità. E continua a piantare alberi in nome di Lorenzo. Ecco come il circolo di Brescia si è rimesso in gioco

foto circolo Legambiente Brescia

Nella grande famiglia di Legambiente esistono circoli appena nati che si fanno in quattro per far sentire la loro voce e portare avanti le loro battaglie e circoli storici che con coraggio e creatività sanno reinventarsi facendo tesoro della loro esperienza. È quello che sta facendo il circolo di Brescia, nato la bellezza di quarant’anni fa, che da un paio di anni si è rimesso in gioco per affrontare le sfide del presente. Come? Sensibilizzando i cittadini sui temi ambientali attraverso diverse modalità e portando avanti campagne specifiche sui temi più caldi. Come quella su cui stanno puntando in questi mesi, volta a migliorare la qualità della vita dei cittadini partendo da alcune misure proposte al Comune per ridurre l’inquinamento atmosferico in città. “Cinque proposte per l’aria di Brescia”. È questo il nome della campagna, lanciata lo scorso dicembre dopo che a maggio 2019 il circolo aveva iniziato a parlarne con l’amministrazione. Cinque proposte ispirate a misure adottate e poi rivelatesi efficaci in altri contesti, italiani ed europei, adattate alla realtà di Brescia. A partire dall’efficienza degli edifici e dalla riduzione del traffico in città. «Abbiamo pensato che fosse giusto partire da misure concrete, che si possono realmente attuare, per dare una spinta anche agli altri Comuni – racconta il presidente, Lucio Lorenzi – L’amministrazione di Brescia ha lavorato bene sull’incentivazione della ciclabilità e sul trasporto pubblico, ora bisogna puntare sul disincentivare il traffico privato. A oggi c’è un tasso di motorizzazione di oltre 60 auto ogni 100 abitanti, ancora troppo. Le cinque proposte – continua – migliorano la qualità della vita perché puntano a rimettere al primo posto pedoni e ciclisti. Io dico sempre che in una città fondata sull’auto c’è spazio solo per le auto, in una fondata su bici e mezzi pubblici c’è spazio per tutti». La campagna sta avendo successo e il suo merito è quello di unire vecchi e nuovi modi di arrivare alle persone: social ma anche incontri pubblici, banchetti e iniziative per raccogliere le firme per la petizione che verrà presentata in Consiglio comunale. Un mix vincente, perché i soci del circolo sanno bene che coinvolgere le persone e contribuire alla loro sensibilità su questi temi è fondamentale per dare un senso di comunità e creare le basi per innescare processi di cambiamento. Come dimostra anche il “bosco diffuso”, che insieme a Legambiente Lombardia stanno creando in tutta la regione: 7.000 alberi, al momento, piantati in memoria di Lorenzo Corioni, un amico e volontario del circolo, scomparso drammaticamente nel 2015. «L’idea era quella di creare dei boschi a misura di circolo, non a caso sono spesso piantati in zone di periferie e centri industriali – spiega Lorenzi – La logica è che non esistono centri e periferie ma solo luoghi di cui prendersi cura per arrivare alle persone e creare una comunità intorno ad essi. Il “Bosco di Lorenzo” è un po’ la metafora della nostra idea di Legambiente: i boschi, così come i circoli, portano ossigeno nei singoli territori, ma poi sono da pensare tutti insieme come rete».

 

Legambiente Brescia
Anno di nascita: 1980
Soci: 120
Email: legambientebrescia@gmail.com
Facebook: Legambiente Brescia
Instagram: Legambiente Brescia