Lecce, sequestrata centrale a biomasse. Due denunciati

Un impianto di produzione di energia elettrica che utilizzava materie organiche come letame e sansa di frantoi per alimentare il motore, smaltendo poi i residui nei terreni agricoli

Controlli Noe sui rifiutiI Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale hanno messo a segno un nuovo colpo nella lotta al fenomeno delle violazioni in materia ambientale presso gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. A Tricase, in provincia di Lecce, i Carabinieri del Noe hanno portato a termine un provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Lecce, sottoponendo a sequestro preventivo un intero impianto di produzione di energia elettrica che utilizzava, per alimentare il motore di generazione, fonti rinnovabili quali sansa di frantoi, letame ed altre matrici organiche simili.
Le attività ispettive condotte dal Noe di Lecce, iniziate verso la fine del 2019 anche con la partecipazione del Dipartimento di Igiene e Sanità Pubblica dell’ASL e di ARPA Puglia, hanno permesso di accertare che l’intero impianto era stato realizzato e avviato in assenza della prescritta autorizzazione alle emissioni in atmosfera così provocando odori, gas e vapori talmente forti da importunare i residenti nelle immediate vicinanze. Inoltre, durante le verifiche, effettuate anche con sistemi di video-sorveglianza, veniva accertato che i residui prodotti nella gestione della centrale, e in particolare il refluo e il digestato solido derivanti dalla fermentazione delle matrici organiche, venivano illecitamente smaltiti in alcuni terreni agricoli.
Nello specifico si procedeva al sequestro di un’area, comprensiva di tre grosse vasche di digestione anaerobica, filtri e impianti tecnologici, insistente su una superficie di circa 10 mila metri quadrati. Il titolare e l’amministratore della società sono stati deferiti in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per i reati di gestione illecita di rifiuti speciali, emissioni in atmosfera non autorizzate e getto pericoloso di cose. Valore del sequestro ammonta a circa 1,5 milioni di euro. 

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