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Le sfide e le scelte sulla strada per la Cop26 di Glasgow

Dobbiamo fare della transizione ecologica un grande progetto ambientale e sociale. E l’Italia deve presentare un nuovo Piano energia e clima coerente con la strategia europea al 2030 di riduzione delle emissioni del 55% e alla Long term strategy di decarbonizzazione al 2050

Ci aspetta un autunno denso di sfide, appuntamenti e scelte per affrontare la crisi climatica e fermare quella pandemica. L’appuntamento più importante sarà la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Glasgow, la COP 26, a cui arriviamo con un anno di ritardo e che sarà decisiva per dimostrare che tutti i Paesi vogliono fare sul serio nell’attuare l’Accordo di Parigi. Che le due crisi siano intrecciate lo evidenziano gli stessi problemi organizzativi tuttora aperti, perché da tante parti del mondo sarà impossibile partecipare proprio per l’impossibilità di accedere ai vaccini da parte di larga parte della popolazione. Viviamo in un mondo in cui sono presenti enormi differenze di ricchezza e di accesso a servizi essenziali, che il Covid 19 e la conseguente crisi economica hanno acuito. Per questo oggi più che mai abbiamo bisogno di fare della transizione verso un mondo a emissioni zero un grande progetto ambientale e sociale, capace di creare opportunità per tutti e di uscita dalla povertà attraverso un modello economico che non passi per le fonti fossili. La buona notizia è che non esistono più scuse tecniche o legate ai costi, perché tutti gli studi dimostrano che oggi fonti rinnovabili, sistemi efficienti per la gestione di riscaldamento e raffrescamento di case e attività produttive, e una mobilità sostenibile a emissioni zero sono competitive. Ma non basterà avere ragione e neanche dimostrare che è conveniente, servono scelte politiche qui in Italia e in ogni parte del pianeta per cambiare ora un sistema organizzato da molti anni intorno a grandi gruppi e intrecci di interessi. Non possiamo più aspettare se non vogliamo vedere una catastrofe climatica, e sarà fondamentale far sentire la domanda di cambiamento dei cittadini durante il G20 e la pre COP 26 che si svolgeranno in Italia e poi durante la conferenza di Glasgow. Dal Governo Draghi ci aspettiamo risposte coerenti con le promesse di impegno sulla transizione ecologica, purtroppo in larga parte disattese con la proposta di Recovery Plan. Ma in questa seconda metà dell’anno ci saranno importanti decisioni da prendere, in particolare al Ministro Cingolani spetta la responsabilità di presentare un nuovo Piano energia e clima coerente con la strategia europea al 2030 di riduzione delle emissioni del 55% e alla Long Term Strategy di decarbonizzazione al 2050, aprendo un confronto su politiche e scelte con tutti gli attori (non solo Eni e Snam).

Il piano dovrà fissare il calendario per cancellare i sussidi alle fonti fossili diretti e indiretti di cui beneficiano centrali a carbone, olio combustibile e diesel, pozzi di trivellazione di petrolio e gas

Il piano dovrà fissare il calendario per cancellare i sussidi alle fonti fossili diretti e indiretti di cui beneficiano centrali a carbone, olio combustibile e diesel, pozzi di trivellazione di petrolio e gas, e progressivamente trasformare gli sconti per il consumo di fossili nel trasporto e nei consumi elettrici in incentivi per investimenti nella direzione della decarbonizzazione. Nel piano ci dovranno essere le riforme indispensabili a semplificare gli investimenti virtuosi, ma anche le scadenze che segneranno la chiusura di una stagione tecnologica legata alle fossili. I prossimi anni dovranno infatti vedere la chiusura delle centrali a carbone (già fissata al 2025, ma siamo in ritardo), lo stop all’utilizzo di gas e fonti fossili nei sistemi di riscaldamento domestico e alle estrazioni di petrolio e gas, per arrivare alla vendita di auto a combustione interna come hanno già fatto altri Paesi europei. Siamo già pronti per queste sfide e dobbiamo ora mandare un segnale chiaro al sistema delle imprese. Se prendiamo sul serio la sfida climatica queste scelte sono inderogabili e sono anche il modo migliore per far capire che questo Paese si muove tutto nella stessa direzione di cambiamento.

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Edoardo Zanchinihttps://www.lanuovaecologia.it
Vicepresidente nazionale di Legambiente. twitter @ezanchini

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