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Laura Conti, la guerra alla fotosintesi

Liberamente tratto da “Laura Conti e la guerra alla fotosintesi” di Costanza Panella e Valeria Fieramonte, La camera blu, rivista di studi di genere

di COSTANZA PANELLA*

Fotosintesi e respirazione sono i due elementi attorno ai quali ruota gran parte dei ragionamenti e della scrittura di Laura Conti. Nel primo capitolo del libro “Che cos’è l’ecologia”, presentati come i due processi di distruzione e ricostituzione dell’acqua, le suggeriscono l’immagine del “succedersi di figure di danza, dove i danzatori sono sempre gli stessi ma cambiano i loro rapporti”, immagine suggestiva per spiegare come cambino i legami tra gli atomi di per sé indistruttibili. Attraverso la clorofilla, il pigmento verde delle foglie, la pianta ha intrappolato l’energia solare e se n’è servita per spezzare la molecola dell’acqua: così facendo ha avuto a disposizione degli atomi di idrogeno da cucire alla CO2 e ha liberato ossigeno nella reazione della ‘fotosintesi’ (sintesi operata dalla luce) reazione  che si scrive così:

1) 6CO2 + 6H2O + energia   –>   C6H12O6 + 6O2 dove C6H12O6  è lo zucchero. Tutti gli organismi, animali e vegetali, ricavano poi energia dall’ossigeno e dallo zucchero, secondo la reazione della respirazione che si scrive:

2) C6H12O6 + 6O2    –>  energia + 6CO2 + 6H2O esattamente simmetrica alla reazione precedente. […] La ruota gira: anidride carbonica e acqua formano zucchero e ossigeno, zucchero e ossigeno formano anidride carbonica e acqua.

Nella sua scrittura le formule non sono astratte combinazioni di simboli comprensibili soltanto agli studiosi della materia, ma prendono vita nella rappresentazione della scena dove l’uomo ”è un motore a energia solare”, e dove la pianta (erba di prato o spiga di grano) ha fatto il lavoro fondamentale che ha saldato insieme il carbonio e l’ossigeno con l’idrogeno a formare lo zucchero, la molecola energetica sulla quale si reggono gli organismi sia vegetali sia animali.

Fotosintesi e respirazione sono i due elementi attorno ai quali ruota gran parte dei ragionamenti e della scrittura di Laura Conti


E’ facile intuire che vi è un riciclo continuo di materia, a velocità diverse a seconda degli organismi, e che i tempi di riciclaggio sono di diversa durata. Vi è il ciclo breve dello zucchero che viene consumato in 24 ore come fonte di energia, il ciclo un po’ più lungo dello zucchero che la pianta adopera per crescere, c’è un ciclo lunghissimo, quello del carbonio sequestrato nei giacimenti. Il carbonio sequestrato nei giacimenti, come combustibile fossile, e il corrispondente ossigeno sequestrato nei cieli, si re-incontrano dopo un miliardo di anni, quando il ragionier Brambilla accende il motore della sua auto. […] Alla fin fine, dunque, si nota come non solo l’uomo sia un motore a energia solare, ma lo siano anche la locomotiva, la stufa, l’automobile, la centrale termoelettrica. L’uomo, e più in generale l’organismo animale, utilizza la fotosintesi della settimana scorsa o dell’anno scorso, l’automobile utilizza la fotosintesi di settecento o cinquecento milioni di anni fa, ma anch’essa utilizza la fotosintesi due volte: in quanto provengono dalla fotosintesi i legami carbonio-idrogeno presenti negli idrocarburi, e in quanto si serve dell’ossigeno proveniente dalla fotosintesi per scindere questi legami ottenendo energia. Ecco allora delineato analiticamente il processo biologico che porta a concludere che “sfruttiamo la fotosintesi di ieri e ostacoliamo la fotosintesi di oggi”. Questo snodo verrà ripreso nei libri successivi, ogni volta da un diverso punto di vista, all’interno di diversi contesti.

Prima con il fuoco a legna, poi con l’uso del carbone fossile e successivamente con la combustione del petrolio,  l’uomo attinse ai depositi sempre più antichi della fotosintesi, così che ogni atomo di carbonio estratto e bruciato andava a ricombinarsi con la molecola di ossigeno da cui la fotosintesi l’aveva separato e formava nuovamente anidride carbonica. Il processo ebbe un’accelerazione quando fu scoperto che bruciando i fossili si poteva ottenere energia elettrica e ancor di più quando l’uso del petrolio nella trazione promosse lo sviluppo della motorizzazione nei trasporti e nell’agricoltura.

Tra il 1880 e il 1982 sono state immesse nell’atmosfera 80 ppm in più di CO2.  Ma nel 2015 la CO2 supera stabilmente le 400 ppm in tutto il pianeta. Questo significa che l’inquinamento dell’aria si è messo a correre. Oggi l’ultimo valore registrato a Mauna Loa supera le 417 ppm.

Quando in una stanza c’è aria viziata apriamo la finestra: ma non potremo aprire nessuna finestra oltre la stratosfera perché non vi troveremo ossigeno allo stato libero, ma solo idrogeno in gran quantità. E pensare che la nostra ‘coperta azzurra’, ovvero la fascia di gas protettivi che avvolge il pianeta rendendo possibile la vita, misura in altezza solo 80 km!

Che la guerra alla fotosintesi e ai suoi prodotti, scatenata 10.000 anni fa e condotta con crescente aggressività, possa – attraverso l’incremento dell’anidride carbonica atmosferica e il conseguente aumento dell’effetto serra – modificare il clima del pianeta, è un’ipotesi molto attendibile […]

Dobbiamo evitare in tutti i modi di giungere a questo punto di non-ritorno. Spetta a noi, oggi, difendere la vita del pianeta Terra: e l’unico mezzo che abbiamo è quello di porre fine a questa insensata guerra alla fotosintesi e ai suoi prodotti, attuando efficaci misure di risparmio energetico e trovando il modo di utilizzare l’energia solare senza aggredire il sistema vivente e senza interferire con le sue attività.

*Presidente Circolo Legambiente Lario Sponda Orientale

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