Latte: è lotta sul prezzo, l’acconto di 72 centesimi è insoddisfacente per Coldiretti

Si trova sotto i costi variabili medi di produzione certificati dal recente studio Ismea. Ma per il ministro Centinaio è “una proposta interessante”

L'immagine di un pastore sardo che sversa in strada latte in segno di protesta
 
Sono necessarie misure strutturali per portare il prezzo del latte ovino a un euro: lo ha detto oggi il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, ospite della trasmissione Uno Mattina della Rai. “A un euro ci si arriva, ma in base alla richiesta e al prezzo di mercato al quale il pecorino deve arrivare – ha rilevato il ministro – e quindi le industrie di trasformazione ci dicono che ora non riescono ad arrivarci. Con tutte le operazioni che mettiamo in campo, l’obiettivo è appunto arrivare oltre l’euro che chiedono i pastori”. Centinaio ha quindi citato la proposta di “nominare un prefetto che si occupi di gestire, analizzare e fare indagini sui potenziali abusi, controllare eventuali violazioni della legge da parte della filiera. Noi stiamo parlando di una Dop, una eccellenza della nostra enogastronomia. Se ci fosse latte, come dice qualcuno, proveniente dalla Romania, allora sarebbe un problema. E quindi è giusto fare i controlli”. Il ministro ha inoltre osservato che “in questo momento c’è un problema”, riferendosi alla “non richiesta del mercato” e alla conseguente “produzione al di sopra delle richieste” e al calo del prezzo. Per Centinaio è “interessante” la proposta di 72 centesimi per i mesi di febbraio, marzo e aprile per poi arrivare a novembre con un saldo che prende in considerazione il prezzo medio del latte da novembre dello scorso anno a questo. A questa proposta, ha aggiunto, “si affiancano quelle strutturali di filiera”. Questo, ha concluso, “è quello che il governo, che tuttavia è estraneo alla questione che è strettamente di rapporto tra produzione e industria, mette sul tavolo ma sembra che non sia sufficiente. I dati Ismea ci dicono che il prezzo minimo sarebbe di 74 centesimi”.
 
Ma l’acconto iniziale di 72 centesimi al litro è motivo di insoddisfazione perché si trova sotto i costi variabili medi di produzione certificati dal recente studio Ismea elaborato per far luce sulla crisi del settore. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che è anche necessario che sulla bozza di accordo sul prezzo del latte ovino in Sardegna venga inserita anche una clausola che garantisca di raggiungere l’obiettivo di un euro per il prezzo del latte pagato ai pastori da parte degli industriali che sono i diretti beneficiari delle consistenti misure di sostegno per 49 milioni di euro messe in campo da Governo e Regione. Va riconosciuto – afferma la Coldiretti – l’impegno del governo e della Regione Sardegna che per questa operazione hanno messo sul piatto per il ritiro di 67.000 quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato. Importante nella bozza dell’accordo – continua la Coldiretti – è la volontà di inserire la presenza dei pastori nell’amministrazione del Consorzio di Tutela, con l’attuale gestione che si è dimostrata inadeguata nello svolgere i compiti di valorizzazione, e la nomina di un Prefetto per verificare eventuali errori e violazioni ma anche per controllare la legalità delle operazioni di ritiro del pecorino da destinare agli indigenti con le risorse pubbliche. Da evidenziare – conclude la Coldiretti – è anche l’impegno per il passaggio delle quote di produzione ai pastori e il monitoraggio del rispetto dei livelli produttivi di produzione il cui superamento è stata la causa principale della crisi.