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2021: l’anno della transizione. Verso dove? E quando?

Per fare un bilancio di fine anno spesso ci si affida alle parole che hanno conquistato spazio nel dibattito pubblico. Con la nascita del governo Draghi, a febbraio, la transizione ecologica è entrata prepotentemente nei discorsi di tanti cittadini e ça va sans dire della politica. Anche se invocata già da anni da ambientalisti ed esperti.

Oggi parte una sfida imponente ambientale e sociale, che vede tutto il governo impegnato a lavorare per portarla a termine e nella realizzazione di questa nuova visione”, aveva detto Roberto Cingolani per commentare la sua nomina a capo del ministero della Transizione Ecologica, già dell’Ambiente. È ancora troppo presto per poter dire se ricorderemo il 2021 come l’anno in cui questa transizione ha subìto una reale e decisiva accelerata. Però possiamo già commentare che il dibattito sulla tassonomia verde e il trito chiacchiericcio sul nucleare sono zavorra su un processo che richiede invece innovazione e le nostre migliori risorse per i prossimi dieci anni. E oltre.

la lotta è la speranzaLa Nuova Ecologia, dalle pagine del mensile, da quelle del suo magazine online e con i suoi podcast ha raccontato questi ultimi dodici mesi cercando di dare un contributo di analisi e di informazione sui processi in atto. In questo speciale “Un anno di ambiente” rileggiamo insieme le 100 notizie verdi del 2021, le nostre copertine e gli editoriali degli esperti di Legambiente per fissare nella mente, e nelle nostre agende, gli obiettivi di protezione dell’ambiente appena raggiunti e quelli che dovremo centrare nel nuovo anno.

Nel 2021 la Cop26 di Glasgow ha costituito una linea d’orizzonte verso la quale volgere lo sguardo e dispiegare analisi e dibattiti. La Nuova Ecologia ha dedicato uno speciale con notizie e approfondimenti e ha lanciato insieme a Next New Media il podcast Pianeta 2030, per mettere in rassegna le notizie internazionali e italiane sul clima che cambia.

Gli analisti più esperti, e abituati alla melina delle precedenti 25 Conferenze delle Parti sui cambiamenti climatici, hanno salutato con timido favore i passi avanti compiuti dalla diplomazia climatica in Scozia. Ma le mobilitazioni dei giovani in tutto il mondo e l’urgenza di agire subito per contenere il riscaldamento globale entro la soglia critica di 1,5 °C avevano fatto sperare in un balzo in avanti verso la fine delle fossili. Il patto di Glasgow, chiuso alla fine di lunghi negoziati sulla “riduzione progressiva delle fossili”, ha un po’ spento il dibattito sulla crisi climatica sui mezzi di informazione generalisti. Ma la Cop27 di Sharm el Sheik in cui tutti gli Stati dovranno presentare i propri impegni di riduzione delle emissioni è vicina, si svolgerà a novembre 2022. La linea d’orizzonte si sposta dunque poco più in là, ma l’obiettivo non cambia. Salvare il pianeta per salvare noi stessi.

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Francesco Loiacono
Direttore La Nuova Ecologia. Giornalista ambientale autore di inchieste su dissesto idrogeologico, inquinamento industriale, bonifiche e amianto. Email: direttore@lanuovaecologia.it Twitter: @francloia

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