L’agricoltura biologica continua a crescere in Italia

I prodotti frutto di un’agricoltura non convenzionale, più sostenibile e meno chimica, sono sempre più presenti sugli scaffali. Alce Nero è la realtà giusta per capire cosa significa coltivare con il metodo bio Cibo, etica clima, una scelta di campo / L’agricoltura minacciata dalla chimica / Conversione all’italiana

campo biologico

Per agricoltura biologica si intende il metodo di coltivazione che non utilizza prodotti chimici di sintesi per favorire la fertilizzazione del terreno o per la lotta alle piante infestanti o ai parassiti. Le piante coltivate con metodo biologico sviluppano infatti autonomamente le difese immunitarie e vengono aiutate nella crescita solo con fertilizzanti organici.

L’agricoltura biologica vieta inoltre l’uso di ogm e prevede la rotazione delle colture che consente il giusto riposo della terra e il ripristino naturale degli elementi nutritivi; oltre a questo, le materie prime vengono coltivate e raccolte assecondando le stagionalità. Per questo, il metodo biologico rispetta la terra innanzitutto, ma anche chi la coltiva, evitando all’agricoltore di entrare in contatto con sostanze dannose per la sua salute e chi si nutre dei suoi prodotti. Questo metodo agricolo è per queste ragioni severamente disciplinato dai regolamenti CE n. 834/2007 e CE n. 889/200.

Per capire ancora meglio, abbiamo guardato a chi questa modalità di fare agricoltura l’ha adotta da oltre quarant’anni. Si tratta di Alce Nero, azienda di agricoltori e trasformatori nata nel 1978 quando ancora non esisteva una regolamentazione europea (arrivata solo nel 1991) che sancisse le basi di questo metodo agricolo e le caratteristiche di un cibo prodotto grazie allo stesso. Sono oggi più di mille gli agricoltori e i trasformatori biologici in Italia che si riconoscono nel marchio Alce Nero, quattordicimila i piccoli agricoltori nel mondo, partecipi di cooperative che ne tutelano il lavoro; 11 i grandi soci che li riuniscono e che partecipano alla produzione del cibo e ne garantiscono origine e trasformazione, tutelando un biologico capace di pensare al futuro della terra, di chi la coltiva e di chi fruisce del cibo che viene prodotto. Biologico come metodo per coltivare e trasformare dunque, ulteriormente garantito dalla corretta remunerazione della materia prima agli agricoltori, perché tutto sia economicamente sostenibile e guardi alla possibilità di convertire sempre nuove terre. Per queste ragioni Alce Nero ha il suo Dna in un modello economico partecipato.

 I prodotti Alce Nero, quasi trecento, sono semplici e quotidiani: pasta, riso, passata e polpa di pomodoro, verdure, legumi e vellutate, frollini e succhi di frutta, composte e mieli, ancora bevande vegetali ed una linea baby completamente dedicata alla prima infanzia. Ad essi si aggiungono la linea fresca (tra cui frutta, verdura, yogurt con “Latte Fieno STG” e zuppe), quella gluten free e quella frozen. Sono prodotti che non hanno dimenticato il gusto, il piacere di riunirsi attorno alla stessa tavola, di essere condivisi. I prodotti coltivati e trasformati in Italia, così come quelli del biologico Fairtrade che provengono dai produttori latino americani: caffè, cioccolato, cacao, zucchero di canna, riso basmati e tè. 

 Prodotti e un modo di fare biologico che si raccontano attraverso la nuova campagna di comunicazione del marchio che celebra la vita e che inaugurata con un manifesto che ne descrive i valori e diventa un omaggio a tutti gli agricoltori che in tutti questi anni hanno cercato di convertire territori ad un’agricoltura che fa bene alla terra e alle persone.