La Xylella finisce nel Decreto Emergenze

La Commissione agricoltura della Camera approva il Decreto Emergenze, in cui campeggia il tema della Xylella. Contraria la deputata Sara Cunial

Xylella finisce nel Decreto Emergenze

“Insieme alla Regione Puglia faremo una task force per punire i furbetti che non eradicheranno le piante infette”. Lo ha annunciato il ministro per l’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, a Lecce lo scorso 11 aprile in occasione di un vertice sull’emergenza Xylella. Al momento non è previsto alcun commissario straordinario, come proposto nelle dalle associazioni di categoria.

Secondo la Coldiretti però “Serve una decisa accelerazione nell’affrontare l’emergenza Xylella, affinché l’Italia si presenti con le carte in regola alla visita degli ispettori comunitari, in Puglia l’11 giugno. Migliorare il Decreto Emergenza, riempiendolo di contenuti e risorse mancanti per il Salento è centrale partendo dall’emendamento sulla semplificazione degli espianti volontari in area infetta.

Secondo Coldiretti la Xylella non è un evento limitato nel tempo come l’avversità atmosferica, è cronico. Per questo gli agricoltori in giallo chiedono un provvedimento legislativo più spedito del normale iter, proprio come il Decreto Emergenze. Il settore olivicolo e oleario del Salento avrebbe vissuto, dall’inizio della contaminazione, una perdita progressiva della produzione lorda vendibile dai 50 milioni di euro della campagna 2016-2017 ai 300 milioni di quella 2018-2019.

Dal voto alla Camera in Commissione agricoltura, tenutosi giovedì, è poi scaturita una conferenza stampa indetta dall’On. Sara Cunial, critica verso l’emendamento al decreto emergenze.

“Quello che si sta sdoganando con l’articolo 8 del Decreto Emergenze – ha scritto su Facebook – è un metodo che mette a rischio le libertà e i diritti costituzionali e che rende legale ciò che in questi anni è stato definito un crimine di agromafia da ben due rapporti sui Crimini Alimentari stilati dall’Osservatiorio Agromafie. In Commissione agricoltura è stato deciso a tavolino che il diritto dei cittadini alla salute, alla proprietà privata, alla sicurezza e all’autodeterminazione nonché il principio di precauzione e di sovranità popolare possono essere derogati in caso di fitopatie. Con il pretesto della gestione Xylella si sta creando così un pericoloso precedente che permetterà di fare tabula rasa del nostro patrimonio agricolo e che potrà essere riproposto in tutto il Paese per necessità, interessi economici e lobbistici. È arrivato il momento di chiamare le cose con il loro nome. Questo è un progetto mafioso, avallato da una parte della politica e da diversi soggetti che sul territorio non vedono l’ora di mettere le mani su quella meravigliosa terra. Una terra che ha già subito molto e che con questo Decreto subirà l’ennesimo e forse letale sfregio”.