mercoledì 19 Gennaio 2022

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La transizione ecologica passa dai territori

Con il Pnrr stanno per partire interventi importanti. Serve dimostrare che ambiente è lavoro, è giustizia sociale, è benessere di tutti nelle comunità

Se ne parla da mesi, è stato uno dei temi chiave dell’insediamento del governo Draghi nel febbraio scorso ed ha caratterizzato gran parte della discussione politica e programmatica del 2021 e di certo continuerà e farlo anche nel 2022: il percorso della transizione ecologica in Italia e in Europa, è partito.

C’è molto da fare, di questo dobbiamo essere consapevoli. Non bastano i titoli e purtroppo, ancora in questi giorni, si rischia di far passare sotto il nome della transizione ecologica interventi che di ecologico e di transizione hanno ben poco. Ne è un esempio il tema della mitigazione della crisi climatica, dove, si continua a puntare sulle fonti energetiche fossili, quali il gas, addirittura tornando a rilanciare le attività estrattive nel nostro Paese, o sbagliate, quali il nucleare. E intanto l’Italia è al 30° posto nella classifica delle performance climatiche su 60 Paesi, redatta dal report internazionale Germanwatch, Can e New Climate Institute che abbiamo pubblicato (per l’Italia) nell’ottobre scorso. A pesare la lentezza nello sviluppo delle fonti rinnovabili e una politica nazionale climatica purtroppo ancora inadeguata. Ma è altrettanto vero che non ci sono più scuse, per attuare la giusta transizione ecologica che per tanti anni anche Legambiente ha chiesto, per loro, ovvero chi governa e amministra il territorio, ma anche per noi.

Il ruolo della cittadinanza attiva delle associazioni che hanno una forte dimensione territoriale, come la nostra, è decisivo perché una parte centrale di questa sfida è racchiusa nella seconda parte del titolo, nelle parole “passa dei territori”. Il territorio: parola molto utilizzata in Legambiente e trasversale negli obiettivi associativi, che ha per noi un significato rilevante, concreto, vero di pratica associativa. Adesso è ancora di più il momento di mettere al centro e di fare leva su questa nostra caratteristica per essere tra gli attori protagonisti nella transizione ecologica, costruttori di soluzioni percorribili e fattibili.

Con il Pnrr, infatti, stanno partendo interventi importanti sulle nostre parole d’ordine quali decarbonizzazione, economia circolare, agroecologia, biodiversità, turismo sostenibile, piccoli Comuni, mobilità sostenibile, inclusione sociale. Stanno partendo migliaia di cantieri, interventi, processi e percorsi che attueranno questa transizione.

Sta a noi denunciare gli interventi sbagliati aprendo le vertenze per chiudere i conti con le ferite ambientali. Ma sta a noi proporne di nuovi perché la transizione sia la più ecologica e giusta possibile

Sta a noi denunciare quelli sbagliati dicendo i no che servono e aprendo le vertenze importanti per chiudere i conti con le ferite ambientali ancora aperte del passato, lottando in nome e insieme al popolo inquinato.

Sta a noi, però, anche proporne di nuovi perché questa transizione sia la più ecologica e giusta possibile, dobbiamo starci, dobbiamo essere protagonisti, accompagnando i sì che cambieranno il Paese in meglio. Consapevoli che accompagnare i sì, essere promotori e costruttori della giusta transizione ecologica è molto più difficile. Vuol dire entrare nel merito dei progetti, condividere con le comunità e nei territori dove si vogliono realizzare

Dobbiamo infine costruire una contro narrazione della transizione ecologica, dimostrando che ambiente è lavoro, è giustizia sociale, è benessere di tutti nelle comunità. In questo oggi le imprese virtuose, le amministrazioni locali lungimiranti e coraggiose, i comuni ricicloni e quelli rinnovabili, i distretti delle 5 vele e del turismo sostenibile, così come gli ambasciatori dell’agroecologia e le comunità dei parchi, le imprese e le cooperative sociali, ce lo dimostrano e sono i nostri migliori alleati per dimostrare che la realtà è molto diversa da come ce la vogliono raccontare. Insieme a tutte le altre associazioni e rappresentanti della società civile che credono che questa sfida la possiamo vincere. Dobbiamo solo fare attenzione a non farci prendere dagli slogan, dalle facili banalizzazioni, stiamo nel merito e facciamo la Legambiente.

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Giorgio Zampettihttps://www.lanuovaecologia.it
Direttore generale di Legambiente

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