lunedì, Ottobre 26, 2020

Amazzonia: una strategia high-tech per valorizzare la foresta e le sue produzioni

L’uso del suolo nell’Amazzonia brasiliana è sempre stato diviso tra la conservazione di grandi tratti di foresta per tutelare la biodiversità e lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, di cui l’area è particolarmente ricca. Lo sfruttamento comprende attività di deforestazione, estrazione mineraria, monoculture e allevamento. Un gruppo di ricercatori brasiliani, però, cercando un nuovo modello di sviluppo per la regione, ha ideato l’Amazonian Third Way (Terza strada dell’Amazzonia), un sistema alternativo in cui scienza, tecnologia avanzata e pianificazione strategica si fondono per generare una “bioeconomia” della foresta, con la volontà di conservare le tradizioni originarie.

Ismael Nobre, della Colorado State University, è uno dei creatori dell’Amazonia Third Way. Secondo quanto lui stesso spiega a Mongabay, per aiutare la conservazione e lo sviluppo locale l’Amazzonia non può più essere vista come un territorio da cui estrarre materie prime, ma deve invece essere percepita come un territorio di ricchezza e biodiversità, da rendere più preziose attraverso l’uso della tecnologia: droni, software, intelligenza artificiale e strumenti ad alta energia. “Ormai hanno usato strumenti tecnologici sofisticati per approdare su Marte e studiarne le caratteristiche – afferma Nobre – e tutta la tecnologia che hanno usato in quella missione spaziale può essere utilizzata per facilitare una nuova economia forestale. Oltretutto l’Amazzonia è molto più vicina”.

Per implementare e rendere più efficace la strategia del Third Way è stato creato il progetto Amazonia 4.0 che entrerà in azione entro la fine di quest’anno con l’apertura di laboratori creativi in tre comunità dello stato brasiliano Parà. I laboratori, unità mobili da campo, possono essere installati in una tenda o su piattaforme galleggianti, per poi essere successivamente smontati e trasportati in altre località con camion, barche o aerei. Lo scopo dei laboratori è quello di aumentare le conoscenze tradizionali locali, arricchendo le comunità con dati scientifici e strumenti tecnologici, valorizzando la biodiversità e producendo prodotti forestali pregiati, altamente sostenibili e rispettosi della cultura indigena. Saranno prodotti di piccole dimensioni, necessarie a gestire le dinamiche di trasporto, molto complicate nella regione. Attualmente la produzione di beni forestali necessita di una logica complessa e produce un forte impatto ambientale. Ma i semi di cacao, ad esempio, producono come scarto solo la parte esterna del frutto quando vengono trasformati in barrette di cioccolato. Senza pensare che le foglie e i tronchi d’albero potrebbero diventare piccole ampolle di oli essenziali ad alto valore economico.

Per trasportare questi prodotti leggeri, il progetto Amazonia 4.0 prevede l’utilizzo di droni, possibilmente con stazioni di cambio della batteria e punti strategici di ricarica nella foresta, in modo che possano attraversare in autonomia vasti tratti amazzonici. Questo fattore rappresenterebbe di per sé una nuova opportunità di business locale. I droni sono già utilizzati in azioni logistiche sperimentali in altri paesi, come la consegna di medicinali a villaggi isolati in Africa, oppure le consegne di pacchi postali negli Stati Uniti. Il progetto considera anche le possibilità per modernizzare i motori delle imbarcazioni, i veicoli preferiti per gli spostamenti locali. “Il trasporto su barche con motori diesel, che sono i più comuni in Amazzonia, è molto costoso. Ma i motori elettrici che funzionano a idrogeno e utilizzano celle a combustibile potrebbero essere un’alternativa” afferma Nobre. E sulle innovazioni tecnologiche aggiunge: “Stiamo cercando di stabilire delle partnership con i produttori locali e con i responsabili di impianti a idrogeno, in modo da poter sviluppare un modello di trasporto fluviale attuale e a basso impatto, costituito ad hoc per l’Amazzonia”.

Il primo laboratorio creativo, che entrerà in funzione quest’anno, è dedicato alla lavorazione dei frutti del cacao e del cupuaçu. Entrambi sono prodotti originari dell’Amazzonia e possono essere lavorati per avere il cioccolato e il cupulato, un dolce a base di semi di cupuaçu. Poiché hanno bisogno di ombra per sviluppare i frutti, gli alberi di cacao sono ideali per la coltivazione mista, cioè di tante specie agricole nello stesso appezzamento di terra: questo sistema di crescita è definito agroforestale. I sistemi agroforestali sono soluzioni utili per il ripristino di aree degradate e di pascoli improduttivi, e possono essere ottime fonti di guadagno per gli agricoltori e per ristabilire i servizi delle foreste, come il mantenimento dei sistemi idrici, la mitigazione del clima e la ricchezza della biodiversità. Il laboratorio creativo Cupuaçu-cacao è già stato organizzato: l’intera catena di produzione è già formulata e mappata dettagliatamente per incrementare la produzione locale di qualità. La prossima fase si svolgerà durante l’anno 2020 e prevede la costruzione fisica del laboratorio, nonché l’incorporazione di nuove tecnologie interattive per il controllo, l’automazione, il tracciamento digitale e l’aggiornamento delle attrezzature: in questa fase saranno importanti anche gli ultimi ritrovati dell’intelligenza artificiale. Nel 2020 avverrà anche un periodo di formazione professionale, indirizzato all’acquisizione di competenze specifiche per le comunità locali. Nel periodo iniziale, il laboratorio sarà installato nelle comunità del Pará dove il cacao o il cupuaçu sono prodotti di primaria importanza. L’attività coinvolgerà un’associazione di donne indigene nel comune di Belterra, una comunità quilombola (afro-brasiliana) nel comune di Moju e una comunità fluviale sul fiume Acará. L’unità mobile dovrebbe rimanere in ognuna di queste comunità per due mesi e poi trasferirsi in altri stati dell’Amazzonia brasiliana. L’idea, ha detto Nobre, è che i risultati positivi del laboratorio attraggano gli investitori per finanziare versioni permanenti all’interno delle comunità.

Ogni laboratorio è dotato di un software che consente la tracciabilità dei prodotti lungo l’intera catena di lavorazione, insieme ad altri ausili tecnologici che aiutano a controllare i singoli processi: il corretto punto di maturazione della frutta raccolta, il tempo di fermentazione e l’estrazione dei semi, tutti elementi essenziali per un prodotto finale di alta qualità. Ad esempio, l’attrezzatura del laboratorio dei semi di cacao comprenderà un sensore digitale che invierà in tempo reale i dati relativi alla temperatura di fermentazione della frutta a una piattaforma digitale accessibile tramite smartphone o tablet. I forni per la tostatura dei semi saranno dotati di sensori per il rilevamento dell’umidità e di microprocessori che saranno in grado di generare calore controllato e arricchire il prodotto finale con diversi aromi e sapori, consentendo la produzione di cioccolatini tipici e raffinati. Inoltre le stampanti 3D saranno in grado di creare forme e disegni esclusivi per ogni comunità, permettendo alle tavolette di trasmettere la storia della cultura locale. Grazie a questa serie di innovazioni, sempre nel rispetto della cultura e delle tradizioni, i creatori di Amazonia 4.0 si aspettano che il governo e i privati prendano l’iniziativa per finanziare nuove pratiche di sviluppo all’interno delle comunità. Ci sono già alcuni programmi regionali che cercano di trovare imprenditori disponibili a finanziare le idee del progetto, trasformandolo in start-up e accelerando la crescita dell’azienda. 

L’obiettivo ultimo è sviluppare una bioeconomia funzionante, attraverso cui le persone di qualsiasi parte del mondo potranno beneficiare della biodiversità dell’Amazzonia. Il tutto con la consapevolezza che i prodotti provengono da una produzione sociale e ambientale altamente sostenibile e rispettosa. Gli ideatori del progetto si augurano che a lungo termine questa strategia innovativa generi un valore aggiunto, non solo in senso utilitaristico, ma anche di valorizzazione intrinseca dell’Amazzonia e dei popoli indigeni.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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