La ricerca fa enormi progressi, manca però la visione d’insieme

Intervista a Franco Muzzio. La sua prima casa editrice già nel 1974 era specializzata nella divulgazione delle scienze naturali. Nel nome della contaminazione fra saperi

Franco MuzzioChe sia un dilettante o uno specialista, il naturalista italiano ha spesso frequentato le pubblicazioni della Franco Muzzio Editore, casa editrice che dal 1974 si è specializzata nelle scienze naturali, senza trascurare altri settori di produzione, quali l’informatica o la letteratura. Abbiamo incontrato il fondatore della casa editrice, il cui marchio oggi è controllato dal Gruppo Editoriale Italiano, chiedendogli di raccontarci le origini di quest’avventura editoriale, ancora così significativa per la divulgazione scientifica nel nostro Paese.

Quali sono stati i suoi primi passi nell’editoria?
4 Zampe011Avevo la sensazione che l’argomento naturalistico potesse funzionare anche dal punto di vista commerciale. In Italia non c’erano molte pubblicazioni in questo settore e mancava materiale fotografico a colori. A quei tempi, la stampa a colori costava molto di più della stampa in bianco e nero, e gli editori difficilmente s’imbarcavano in questa avventura. Mi è servita molto la fiera del libro di Francoforte. Ci sono andato venti anni di seguito, a partire dal 1974. Vedevi che esisteva una produzione enorme in ambito naturalistico, anche solo in Europa, evidentemente c’era chi ne fruiva. La Collins, per esempio, produceva collane ricche, semplici e fruibili, con lo stile divulgativo anglosassone espresso ai massimi valori. Il primo libro che abbiamo comprato è stata la “Guida degli uccelli d’Europa”, e in tanti decenni è rimasto il titolo più venduto. Lo aveva avuto per le mani anche la Rizzoli ma non volle comprarlo, convinta che non interessasse a nessuno, invece su quello potevi costruire una casa editrice…

Come è evoluta, in seguito, la vostra produzione in ambito naturalistico?
Atmosfera AvvelenataDopo aver pubblicato circa 150 titoli di guide di riconoscimento, sotto la guida di Massimo Pandolfi, avendo anche cominciato a interessarci alla natura dal punto di vista dell’ecologia, abbiamo creato delle nuove collane. Alla fine degli anni Settanta ci sono state le prime domeniche a piedi, la crisi del petrolio e si parlava sempre più di energie rinnovabili. Questo creava interesse e attenzione. Il tutto era anche un mondo di produzione, un’economia che si metteva in moto. Negli anni successivi, vennero create anche la collana Scienze dell’artificiale, Ecologia, Il corvo e la colomba, Il pianeta e Muzzio Scienze, in collaborazione rispettivamente con Sergio Los, Giorgio Celli, Ippolito Pizzetti, Gianfranco Bologna e Corrado Mangione. Il ruolo dei personaggi che abbiamo incontrato è stato determinante. Una delle mie caratteristiche è sempre stata quella di lavorare con dei direttori di collana. Non posso non citare anche Enrico Alleva e Giuseppe Onufrio, o Mauro Boscarol e Virginio Sala, che in diversi momenti hanno svolto anche la funzione di direzione editoriale. Un’altra caratteristica era l’agilità d’infilarsi prima di altri in settori del tutto nuovi per l’editoria, cosa più difficile per editori di dimensioni maggiori: la Franco Muzzio Editore è stata la prima in Italia a pubblicare sull’informatica dei personal computer e sulle energie rinnovabili, con ottimi risultati commerciali.

Pizzetti e Celli sono due nomi importanti per l’editoria naturalistica italiana. Quali ricordi la legano a queste figure?
Uccelli EuropaIppolito Pizzetti aveva una notevole sensibilità per il mondo della natura, proveniva da una famiglia colta e aveva una forte cultura personale. Non poteva non mettere in relazione la letteratura classica con il mondo della natura e quindi andare a cogliere nella letteratura quegli aspetti che erano vicini agli interessi naturalistici. Conosceva autori tedeschi e inglesi, ma anche italiani. Ha scoperto personaggi come Libereso Guglielmi, un giardiniere che era stato formato dai genitori di Italo Calvino, entrambi grandi botanici, e che in seguito ha diretto importanti giardini in Italia e in Inghilterra. A quel tempo, frequentavo molto anche Giorgio Celli. Era un entomologo, un docente universitario, svolgeva studi molto specifici e dirigeva con competenza l’Istituto di entomologia dell’università di Bologna, ma fondamentalmente era supportato anche lui da una cultura molto vasta, allargata a diversi ambiti del sapere. Si occupava anche di teatro, di musica, di poesia e di letteratura.

Recentemente Maurizio Casiraghi, docente di Zoologia dell’università Bicocca, ha denunciato il permanere di una scissione, in Italia, fra cultura umanistica e scientifica. Perché le scienze naturali continuano a essere molto trascurate?
Giardino FarfalleAllora erano altri tempi, mi sembra che ci fosse un maggiore fervore culturale. Non si trattava di un sapere finalizzato a una specifica realizzazione, era un piacere volto a creare quella dimensione culturale che ti permetteva anche di avere delle visioni sul fare. Il tutto, però, partiva da una volontà di partecipare a una crescita culturale generale. Una certa decadenza in questo oggi è evidente. In quel periodo potevi avere allo stesso tavolo, anche per parlare di progetti editoriali, specialisti di diverse materie che condividevano tuttavia una curiosità culturale comune e questo era importante. Ognuno aveva le sue specificità ma il tavolo era allargato, c’erano meno compartimenti. Questa contaminazione continua era molto utile. Oggi, la ricerca tecnica, anche di altissimo livello, fa enormi progressi. Tuttavia, quando si tratta di avere una visione filosofica e progettuale, siamo in difficoltà. Non a caso, diventa difficile affrontare problemi di ecologia.

Nel 2015, insieme ad alcuni collaboratori, ha creato Tarka, una nuova casa editrice che prende il nome dal famoso testo di Williamson, “Tarka the otter”. Da dove riparte questa sua ennesima avventura?
Insetti EuropaCi occupiamo ancora di natura, di ecologia, di territorio e molto di cucina, pratica attraverso cui passiamo tutti due volte al giorno. È anche interessante cogliere i valori universali nelle piccole cose e, stando qui, è più facile. Pubblichiamo circa venti, venticinque titoli all’anno. Abbiamo un approccio più consono a un mercato librario in continuo assestamento che rende difficile la permanenza di collane sugli scaffali. Cerchiamo anche di riportare alla luce testi classici dimenticati cercando di risvegliare il “piacere” della lettura.

Chi è Franco Muzzio

Piante Medicinali

Franco Muzzio, editore veneto dagli anni Settanta, si è lanciato con alcuni suoi storici collaboratori in una nuova scommessa letteraria fondando nel 2014 a Mulazzo, in Lunigiana, Tarka edizioni. Ha collaborato con Gruppo Editoriale Italiano, che detiene il marchio Franco Muzzio Editore, fino al 2007. Il suo nome è associato da decenni all’editoria naturalistica italiana.

 

 

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